Bonetti: “Al lavoro per raddoppiare gli asili nido entro il 2026”

La ministra Bonetti: "Parità di genere è la priorità per il governo"
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ROMA – “Noi stiamo lavorando su un piano del raddoppio dei posti negli asilo nido, quindi vuol dire il 50% da qui al 2026. C’è un fattore moltiplicativo, perché nel momento in cui si introducono un numero di servizi educativi adeguato, si libera lavoro femminile delle troppe donne che devono rinunciare al lavoro per seguire i figli”. Lo ha ribadito la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, nel corso del webinar ‘Next Generation Eu: politiche per la parità di genere e iniziativa ‘No women no panel’-senza donne non se ne parla’. “Non dobbiamo continuare a pensare che la cura dei figli sia solo delle donne- continua Bonetti- Questa azione va inserita nella riforma del Family Act, il Next Generation Eu deve servire a dare corpo alle riforme che cambiano definitivamente il nostro Paese. Nel Family Act c’è la riforma dei congedi parentali, c’è il sostegno a tutti i servizi educativi dall’infanzia fino all’adolescenza. Se noi inseriamo questa specificazione nell’ambito di una riforma integrale è chiaro che il nostro Paese cambia definitivamente il passo e in meglio“, conclude.

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“PARITÀ DI GENERE PRIORITARIA PER IL GOVERNO

“È cambiato il fatto che abbiamo un premier che assume come priorità della propria azione di Governo la parità di genere. Questo è stato ampiamente dichiarato e riconfermato oggi nell’intenzionalità del presidente Draghi. Cambia il fatto che la parità di genere viene assunta come obiettivo strategico del Next Generation Eu, perché viene riconosciuta come un’azione di investimento, non come un costo, un atto di riequilibrio o giustizia sociale. Si riconosce che investire sulle donne significa promuovere lavoro, benessere, e certo, anche equità sociale”, sottolinea Bonetti spiegando il nuovo approccio del Governo Draghi alla questione della parità di genere nel Recovery plan. “Ci sarà un piano su cui stiamo lavorando in cui verrà esplicitato azione per azione, in modo estremamente matematico e scientifico- sottolinea Bonetti- Obiettivo lavoro? Siamo scesi al 48% dell’occupazione femminile: dobbiamo arrivare alla media europea, che vuol dire quasi 20 punti di aumento percentuale. Non sulla media nazionale, dobbiamo avere il coraggio di lavorare sui singoli territori. Nel Sud Italia vuol dire un grande investimento sul lavoro femminile”. Sul tema educativo “oggi sugli asili nido siamo al 24% di risposta rispetto alla domanda, con regioni che sono sotto le due cifre. Dobbiamo arrivare al 50%, che è la media francese, non quella europea. Ci sono poi azioni specifiche, educative, come su Stem e digitale, e sul lavoro, perché ricordiamoci che non bastano gli asili nido per attivare il lavoro femminile. Quindi, azioni di fiscalità agevolata, decontribuzione, e fondi dedicati all’imprenditoria femminile”.

Bonetti ricorda come il gender mainstreaming, nato “dalla piattaforma di Pechino, oggi sia una delle azioni principali della strategia europea per la parità di genere. Per la prima volta l’Europa ha una strategia 2020-2025, l’Italia sta costruendo la sua prima strategia nazionale per la parità di genere. L’idea è quella di ‘No women, no panel’, cioè che la parità di genere, essendo un elemento di qualificazione, di produttività in senso economico, sociale, relazionale, o viene assunta come indice di valutazione in tutte le azioni che mettiamo in campo o altrimenti rischia di andare a coprire le singole criticità, senza un’azione sistemica. L’idea- fa sapere- è che ci sia una trasparenza di obiettivi”. E sulla campagna ‘No women No panel’ dichiara: “Ho aderito subito con grande convinzione e sono grata alla direttrice di Radio Rai 1 Simona Sala per averla portata nel nostro Paese e per aver promosso un movimento culturale che era ed è necessario. Scegliere una cultura che promuova la parità di genere e che quindi ritenga necessaria la voce, l’esperienza, lo sguardo delle donne per leggere la realtà e fare proposte incisive che possano migliorare la vita di tutti noi, è un passaggio di civiltà rispetto al quale il nostro Paese purtroppo è rimasto un po’ indietro. Le donne del nostro Paese- dice- oggi sono pronte a esercitare una leadership e un protagonismo in tutti i settori. La parità di genere non si concede, non si concede parola alle donne- avverte- Si costruisce un sistema di dibattito pubblico, un sistema politico, economico e lavorativo in cui la parità di genere è scelta come elemento necessario e strutturale per esercitare la democrazia“, conclude la ministra.

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