Coronavirus, Prodi: “Il patto di stabilità è stupido, lo stop una mia vendetta”

"In economia non si possono dare leggi aritmetiche. Finalmente dopo 18 anni e una pandemia lo abbiamo capito"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “La sospensione del Patto di stabilita’ da parte dell’Ecofin e’ una mia vendetta personale perche’ quando ero presidente della Commissione europea dissi che il Patto di stabilita’ era stupido. In economia non si possono dare leggi aritmetiche. Finalmente dopo 18 anni e una pandemia lo abbiamo capito”. Lo ha detto l’ex premier Romano Prodi, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei.

“L’Europa- ha aggiunto Prodi- purtroppo andra’ avanti attraverso le crisi. Il nazionalismo e’ cosi’ forte che o c’e’ una crisi che ti dimostra che stai sbagliando oppure i singoli Paesi sono troppo egoisti. Non per nulla l’Europa e’ stata lanciata dopo la Guerra mondiale”.

“Dopo il coronavirus- ha proseguito Prodi ai microfoni di InBlu Radio- non aboliremo la globalizzazione ma ci sara’ un cambiamento verso una semi-autosufficienza regionale cioe’ tutte le grandi visione economiche, e parlo dell’Europa, dovranno trovare in se stesse una semi-autosufficienza avendo i prodotti base che garantiscano la sicurezza in futuro”.

“Oggi in Italia ci sono le persone giuste al posto giusto? Questo non lo so- ha risposto Prodi a InBlu Radio- Adesso sono fuori dal giro e non vengo consultato. Il Paese ha avuto in questi ultimi anni un desiderio di espulsione di una generazione ma un contributo di saggezza e non di potere potrebbe essere estremamente utile. Bisognerebbe fare un gruppo di 4-5 persone che facciano un piano. Le persone che devono affrontare l’emergenza sono diverse da quelle che devono pensare alla ripresa futura. Non c’e’ nessuna contraddizione tra i due aspetti”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»