Guess, i lavoratori lanciano appello a Belen

FIRENZE - Per scongiurare la delocalizzazione in Svizzera di alcuni
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

belen_guessFIRENZE – Per scongiurare la delocalizzazione in Svizzera di alcuni settori dello stabilimento Guess di Firenze, i lavoratori lanciano un appello anche a Belen Rodriguez, testimonial del brand: “Abbiamo chiesto a Belen di solidarizzare con noi aiutandoci a rendere pubblica la nostra situazione”. A raccontarlo è Sara Pratesi, una delle 90 dipendenti a rischio licenziamento. “A lei- sottolinea- non chiediamo di prendere una posizione o di compromettere in qualche modo il suo rapporto con i vertici aziendali, né di rinunciare al suo contratto. A Belen abbiamo chiesto solo di solidarizzare con noi aiutandoci a rendere pubblica la nostra situazione“.

Sul fronte vertenza, i lavoratori, dopo gli scioperi e i presidi, sono in assemblea permanente e domani, giovedì 24 marzo, saranno in presidio dalle 10 alle 12, in concomitanza con la riunione dell’unità di crisi prevista a palazzo Medici Riccardi, sede della Città metropolitana fiorentina. “L’azienda- spiega la Cgil- attualmente sta continuando con un approccio individuale nei confronti dei lavoratori in vista di un trasferimento in Svizzera, approccio che respingiamo con forza”. I lavoratori hanno anche inviato una lettera aperta al Ceo di Guess, Victor Herrero, “per sensibilizzarlo sulla loro situazione”.

di Diego Giorgi, giornalista professionista

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»