“Nessun convegno su di me per almeno dieci anni”, il testamento di Umberto Eco

A un mese dalla morte lo scrittore e semiologo vieta eventi e giornate a lui dedicate
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ROMA – A un mese dalla sua morte Umberto Eco fa ancora parlare di sé e lo fa attraverso il suo testamento, lasciato alla moglie e ai figli, contenente della raccomandazioni.

eco

“Non organizzate nessun convegno su di me per almeno dieci anni”, questa la volontà dello scrittore e semiologo che chiede di non promuovere e organizzare nessun evento o giornata sulla sua persona e sulle sue opere. La notizia è stata riferita domenica scorsa nel corso della cerimonia per l’intotilazione ad Eco della piazza coperta della sala della borsa, la grande biblioteca pubblica di Piazza del Nettuno, in pieno centro a Bologna.

Certo sarà difficile rispettare quanto scritto nel testamento ma la famiglia e le persone più vicine a lui hanno già fatto sapere che si impegneranno nel rispetto delle volontà del professore. “È un elemento della sua genialità – ha detto il rettore dell’università di Bologna, Francesco Ubertini – L’ho appreso con un sorriso perché credo che rappresenti bene la figura di Eco, e lo capisco. Rispetteremo senza dubbio il suo volere”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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