Sel: Città metropolitana sotto 88 milioni, 42 posti in ballo

MILANO - Di nuovo in stato di agitazione
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MILANO – Di nuovo in stato di agitazione i 42 precari della Città metropolitana di Milano. E il consigliere Pietro Mezzi di Sel alza la voce. “Non si chiedono nuove risorse, bensì si chiede al governo di dirottare meno risorse da Milano a Roma. Perché il paradosso è proprio questo: è la Città metropolitana di Milano che sostiene la spesa pubblica statale”. Per il consigliere “non si tratta di chiedere meno tagli alla periferia”, ma “di consentire a Milano e alla sua Città metropolitana di trattenere le risorse per consentire al nuovo ente di sopravvivere e di svolgere le funzioni per cui è stato creato. Il Governo- prosegue- se crede nelle Città metropolitane e nella riforma Delrio, batta un colpo. Sindaco metropolitano e candidati sindaci si facciano sentire”.

Il problema nasce dal fatto che, come aggiunge Mezzi, “questa volta la Città metropolitana non è in grado di reperire le risorse finanziarie in quanto l’ente non è in grado di dichiarare gli equilibri di bilancio. Al di la dei tecnicismi alla città Metropolitana mancano 88 milioni di euro per arrivare alla previsione di pareggio“. Una crisi che pare persistere da tempo: “Ciò che c’era da tagliare è stato tagliato- assicura- il personale è stato ridotto, le funzioni diminuite all’essenziale, più di così non si può fare”, continua Mezzi, “per cui, per evitare il default finanziario dell’ente, il governo deve intervenire presto, bene e in modo definitivo. Fare ciò che in due anni di applicazione della legge Delrio non ha mai fatto: consentire alla Città di metropolitana di Milano di esistere, di disporre di risorse sufficienti per poter funzionare, di riconoscere a Milano e alla sua area metropolitana un ruolo importante nel sistema delle città italiane”, conclude il consigliere metropolitano.

di Nicola Mente, giornalista

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