lunedì 16 Marzo 2026

L’ospedale di Messina intitola un laboratorio a Sara Campanella, uccisa il 31 marzo

A Messina un laboratorio di Igiene ospedaliera porterà il nome di Sara Campanella, uccisa per strada da un giovane che era invaghito di lei: la ragazza quel tragico giorno era appena uscita da lì prima del delitto

PALERMO – Da oggi uno dei laboratori dell’unità di Igiene ospedaliera dell’Aou G. Martino di Messina è intitolato a Sara Campanella, la giovane studentessa uccisa il 31 marzo del 2025 al termine di una lezione universitaria nei pressi del Policlinico di Messina. Una iniziativa promossa dalla direttrice amministrativa dell’Azienda ospedaliera universitaria per ricordare Sara proprio partendo da quel luogo in cui si trovava quel terribile pomeriggio di un anno fa. Uno spazio vissuto ogni giorno da operatori e studenti e in cui resterà indelebile la sua memoria.
Alla cerimonia di oggi erano presenti la mamma Cetti e il papà Alessandro. Ad accoglierli, insieme alla direttrice amministrativa Elvira Amata, la rettrice Giovanna Spatari, il direttore sanitario Giuseppe Murolo, la responsabile dell’unità di Igiene ospedaliera Pasqualina Laganà e tanti operatori sanitari e amministrativi.

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“È IL LABORATORIO IN CUI HAI LAVORATO L’ULTIMA VOLTA”

“Cara Sara, non a caso abbiamo scelto il 23 febbraio per riunirci in questo luogo, che seppur in apparenza anonimo, oggi – ha detto Amata – diventa spazio di memoria, di riflessione, di racconto. E questo luogo, che da oggi porta il tuo nome, parlerà di te. Pochi sanno che la prima giornata della Festa della donna è stata fissata il 23 febbraio. Abbiamo pensato di ritrovarci qui per inviarti un messaggio forte e chiaro. Noi non ti dimenticheremo. Sei per noi un esempio di dedizione, professionalità e impegno. Tutte qualità che hai dimostrato nel tuo corso di studi. Oggi non vogliamo pensare ad una giornata di memoria, ma piuttosto di esempio che tutti, giovani e meno giovani, dobbiamo seguire nello svolgimento della nostra attività lavorativa e nella costruzione del futuro. Abbiamo pensato di intitolarti questo laboratorio dal quale sei uscita la sera del 31 marzo ignara di ciò che stava per succedere ma consapevole del tuo progetto di vita. Ed ogni qualvolta i tuoi colleghi varcheranno questa soglia si ricorderanno di quanto sia importante la professione che stanno per intraprendere. Ci piace pensare che in qualche modo il laboratorio in cui hai lavorato per l’ultima volta possa essere espressione della tua dedizione e di quella passione che, nonostante la giovane età, facevi emergere in modo così pregnante. Un impegno, il tuo, costante, quotidiano, vivo e visibile. Avevi già interpretato pienamente cosa volesse dire essere un operatore sanitario, con una piena consapevolezza della responsabilità che tale ruolo determina nell’aiutare il prossimo e nell’agire avendo come unico obiettivo il bene del paziente. Hai amato le farfalle e per noi sarai sempre una farfalla bellissima dai colori delicati ma decisi. Oggi stringiamo la mamma, papà e Claudio in un forte abbraccio con la consapevolezza che non saranno mai soli”.

“Quello di oggi rappresenta un ulteriore grande abbraccio simbolico – ha aggiunto Spatari – che come Università e come Azienda Ospedaliera Universitaria rivolgiamo a una giovane donna che aveva individuato proprio le nostre strutture per crescere sul piano formativo e professionale. La scelta di dedicare a lei un laboratorio non è causale perché legato ai suoi studi e al suo impegno. Questa grande comunità non dimenticherà mai Sara e farà di tutto per onorarne ricordo e memoria”.
La mamma di Sara, Cetti, ha espresso un ringraziamento per l’iniziativa che lascia un segno indelebile della presenza e del vissuto di Sara al Policlinico di Messina.

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