Covid, il 49% dei live club non sa se potrà riprendere l’attività

I dati di 'Ultimo concerto' evidenziano settore allo stremo
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ROMA – È passato un anno da quando lo scoppio della pandemia di Coronavirus ha costretto club e locali di tutta Italia a chiudere i battenti spegnendo le luci su spettacoli e concerti. Sono 15mila gli eventi annullati in totale, secondo le stime riportate da ‘L’ultimo concerto‘, l’iniziativa promossa da KeepOn Live, Arci e Assomusica, con la collaborazione di Live Dma, che dallo scorso 28 gennaio ha avviato una campagna di sensibilizzazione sulle reali condizioni del settore musica. A fare da filo conduttore la domanda ricorrente: “Quando ci sarà l’ultimo concerto o c’è già stato?”. Attualmente la situazione non promette bene e, non a caso, è il 49% degli spazi che ospitano live a dichiarare che, finita la pandemia, non sa se riuscirà a riprendere la propria attività. In termini di incassi, nell’ultimo anno ogni live club ha accusato (in media) 63.922 euro di spese fisse e 332.481 euro mancanti di introiti. Per questo, oltre 130 club di tutta la penisola si uniscono per quello che è un unico grande concerto in streaming. Da queste location una lunga lista di artisti si esibirà per accendere le luci su un settore ormai allo stremo. Tra i tanti nomi nella line up ci sono Lo Stato Sociale, Subsonica, Pinguini Tattici Nucleari, Zen Cirucus, Marina Rei e Roy Paci. Il concerto è in programma questo sabato in diretta a partire dalle ore 21, sul sito www.ultimoconcerto.it.

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