Coronavirus, 25 casi in Veneto: stop al carnevale di Venezia

carnevale maschere
Il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, ammette: "Non abbiamo una pista per il 'paziente zero'"
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VENEZIA – “Il numero dei contagiati purtroppo e’ aumentato, siamo a 25 certificati”. Lo afferma il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, oggi in unita’ di crisi a Marghera per fronteggiare la diffusione del Coronavirus.

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“Tra i 25 abbiamo il cluster di Vo, con 19 contagiati, tre operatori di Dolo, una cardiologa, un’addetta alle pulizie e un infermiere, il contagiato di Mira e la novita’ sono due signori anziani, di 88 anni, in terapia intensiva a Venezia, in citta’ storica”, prosegue Zaia.

Nel frattempo gli otto cinesi sotto esame a Vo, che erano poi “la pista per il paziente zero”, sono risultati tutti negativi. “Se da un lato e’ una notizia positiva, perche’ abbiamo otto persone che non hanno il virus, dall’altro siamo ancora piu’ preoccupati, perche’ se non troviamo il paziente zero vuol dire che il virus e’ ancora piu’ ubiquitario di quello che pensavamo“, conclude Zaia.

In un secondo punto stampa per informare la popolazione, Zaia ha aggiunto: “Ho firmato l’ordinanza che prevede la chiusura di tutte le manifestazioni che prevedono l’aggregazione di persone, quindi le grandi manifestazioni dal carnevale in giu’, gli eventi sportivi su suolo privato e anche su suolo pubblico”.

Per evitare problemi di ordine pubblico, le manifestazioni in corso, ad esempio in piazza San Marco a Venezia, “andranno a esaurimento”, spiega zaia. L’ordinanza, firmata anche da Speranza, “su mia proposta, sara’ adottata anche dalle altre Regioni” e prevede anche “la disinfezione dei treni regionali e non, la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado fino al primo marzo compreso“, la sospensione di tutte le manifestazioni “fiere comprese”.

Se necessario “l’ordinanza sara reiterata”, continua il governatore. “Ai cittadini chiediamo il lavarsi spesso le mani, di non avere rapporti con le persone a distanza ravvicinata ed evitare ogni forma di contatto. Che non vuol dire fare allarmismo ma vuol dire avere buone pratiche”. Si tratta di “un provvedimento duro”, conclude Zaia chiedendo “la collaborazione di tutti i cittadini”, perche’ “non e’ un momento facile ma e’ pur vero che con questi dati possiamo ancora sperare di circoscrivere il contagio”.

 

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