Il femminismo di ieri e di oggi, intervista a Maria Lisa Rodano

"E' vero che ora ci sono più donne nelle istituzioni rispetto al passato, ma sono ancora tutte scelte dagli uomini". Parla Maria Lisa Rodano, protagonista della storia del dopoguerra italiano, figlia di una mamma ebrea e antifascista, che apre le porte della sua casa, nel cuore di Roma, a DireDonne.
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ROMA – “E’ vero che ora ci sono più donne nelle istituzioni rispetto al passato, ma sono ancora tutte scelte dagli uomini”. Parla Maria Lisa Rodano, protagonista della storia del dopoguerra italiano, figlia di una mamma ebrea e antifascista, che apre le porte della sua casa, nel cuore di Roma, a DireDonne.

Nel faccia a faccia con Andrea Catizone, avvocato e membro del Comitato DireDonne, racconta il femminismo di oggi secondo il punto di vista di una donna della Resistenza. Dopo aver militato nel Movimento dei cattolici comunisti ed esser stata tra le fondatrici dell’Unione donne italiane (UDI), è stata la prima donna vicepresidente della Camera dei deputati e, come europarlamentare, ha affrontato la questione femminile in importanti appuntamenti dell’agenda politica internazionale.

Il nuovo femminismo? “Frammentato, senza unione. Non direi che ci sia un movimento femminista vero e proprio, solo molti gruppi piu’ presenti nel web che sul territorio” risponde Rodano riferendosi a quanto accaduto subito dopo il movimento MeToo, alle nuove protagoniste della politica democratica statunitense, alle piazze italiane, fino al Parlamento.

Quote rosa si o no? Detesta il termine Maria Lisa Rodano e preferisce parlare di “parità di opportunità”.

Anche in Europa la questione femminile è in crisi, come lo è lo stesso concetto di Europa, la “frammentazione e l’emergere di un movimento di destra reazionario tende e portare indietro tutto, anche le donne. Si torna a parlare di cose che con la fine della guerra pensavo fossero state cancellate per sempre”.

Alle nuove generazioni, infine, Maria Lisa Rodano consiglia “memoria storica”, perchè “i diritti di cui godono sono stati conquistati. Non è sempre stato cosi’. Bisogna uscire dall’individualismo” e ricordare sempre che “essere donne vuol dire avere un punto di vista diverso sul mondo”.

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