Spari al Rione Sanità, de Magistris: “Intervenga lo Stato”

"Non serve l'esercito. Alla fine sarebbe stato più utile e economicamente meno gravoso mandare qualche pattuglia in più invece che fare un'operazione che aveva altri effetti"
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NAPOLI – Questa mattina alle 7.30 c’è stato un raid contro la pasticceria Poppella al Rione Sanità. I colpi esplosi hanno mandato in frantumi i vetri del noto locale. Nessun ferito.

“E’ un fatto inaccettabile, grave e inaudito. Quando si spara deve intervenire lo Stato e cioè le forze dell’ordine e la magistratura”, commenta Luigi de Magistris, sindaco di Napoli.

Il primo cittadino critica la scelta dell’ex ministro dell’Interno, Angelino Alfano, di inviare i militari nei quartieri a rischio della città: “un anno fa – dice il sindaco riferendosi ad Alfano – venne a dirci che la catena di spari sarebbe stata interrotta dalla presenza dell’esercito anche alla Sanità. Io mi permisi di sollevare delle perplessità perché l’esercito può essere utile nella lotta alla criminalità per presidiare obiettivi sensibili ma contro spari, rapine e omicidi non serve l’esercito. Si continua a tagliare in sicurezza – sottolinea de Magistris -, non si fanno concorsi, non ci sono auto a sufficienza e organici adeguati. Finisce che alla fine sarebbe stato più utile e economicamente meno gravoso mandare qualche pattuglia in più invece che fare un’operazione che aveva altri effetti. Da sindaco della città del riscatto che maggiormente cresce sul piano culturale, governata con mani pulite, ci auguriamo che lo Stato investa in modo adeguato per evitare che uno si svegli la mattina trovandosi colpi di pistola contro il negozio o altro. È inaccettabile, non siamo più disposti a essere parafulmini di inefficienze altrui”. L’ex Pm ribadisce che le forze dell’ordine “a Napoli fanno un lavoro encomiabile ma evidentemente devono essere ulteriormente rafforzate. Questa città sta facendo il massimo per riscattarsi e trovo inaccettabile – conclude – che si possa sparare indisturbatamente a qualsiasi ora”.

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