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Trivelle, la Sardegna mobilita Anci e Consigli autonomie locali

CAGLIARI - "Il prossimo 17 aprile i cittadini saranno chiamati ad esprimere il proprio parere sulla possibilità o
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CAGLIARI – “Il prossimo 17 aprile i cittadini saranno chiamati ad esprimere il proprio parere sulla possibilità o meno di realizzare piattaforme di ricerca ed estrazione di idrocarburi nel mare, le così definite trivelle a mare. Contro questa possibilità si è espresso il Parlamento sardo e il nostro compito è quello di riuscire a coinvolgere il maggior numero di cittadini, nonostante il poco tempo a disposizione”. Così il presidente del Consiglio sardo, Gianfranco Ganau, che oggi a Roma ha partecipato alla riunione operativa nella sede della Conferenza dei presidenti del comitato promotore del referendum sulle trivelle. L’incontro è stato coordinato dal presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Regione capofila dell’azione referendaria, Piero Lacorazza. In attesa dell’avvio della campagna elettorale i presidenti delle Assemblee legislative hanno approvato un piano d’azione per definire le date delle principali iniziative di propaganda sui diversi territori e programmate sino al 17 aprile, data del referendum popolare. Tra il 4 e il 6 marzo nelle regioni referendarie verrà avviata ufficialmente la campagna elettorale con il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste, delle rinnovabili, del commercio e del turismo. La mobilitazione vedrà il coinvolgimento diretto anche dei sindaci e dei presidenti dell’Anci e dei Consigli delle autonomie locali.

TrivelleProprio nei giorni scorsi Ganau ha inviato a tutti i sindaci della Sardegna, ai presidenti dell’Anci e del Cal regionali una lettera nella quale si invitava i primi cittadini dei comuni sardi a contribuire attivamente per far conoscere la data e i temi della consultazione referendaria, in modo da garantire la massima partecipazione al voto. “Abbiamo ritenuto un errore fissare la data del 17 aprile e non utilizzare la finestra dell’Election Day con le elezioni amministrative- spiega Ganau- scelta che avrebbe consentito la massima partecipazione e- tra l’altro- il risparmio di oltre trecento milioni di euro. L’iniziativa delle regioni referendarie- conclude- rende ‘istituzionale’ la campagna elettorale delle nove regioni coinvolte, vero punto di forza per il raggiungimento del quorum”.

di Andrea Piana, giornalista

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