VENEZIA – Le tracce di Burro si sarebbero perse in un casolare a Mirano e ora di lui non si sa più nulla, potrebbe persino essere all’estero. Nicolò Simioni dell’agenzia Ags, specializzata nel ritrovamento di animali smarriti, avrebbe ricostruito tutti i passaggi di mano di Burro, il barboncino toy scomparso a Venezia lo scorso 15 gennaio, sicuro che non sia semplicemente scappato, ma che sia stato rapito per finalità di lucro. Burro infatti è un cane di razza, intero, e potrebbe essere usato a scopi riproduttivi. Oppure, altra ipotesi, è che sia finito nel giro del racket dell’accattonaggio, piaga diffusa soprattutto a Venezia, e sfruttato per commuovere turisti e passanti.
Al quotidiano “Il Corriere del Veneto” Simioni ricostruisce tutti i momenti salienti vissuti dal barboncino fulvo a partire da quando, tra campo dei Frari e campo San Polo, è riuscito a sfilarsi da collare e guinzaglio mentre era a passeggio. Marta e Francesco, i proprietari, hanno provveduto a denunciare la scomparsa del loro cagnolino, a distribuire locandine e fare appelli sui social, fino a contattare Simioni di Ags, per scoprire invece che era stato rubato.
I PASSAGGI DI BURRO
Per l’Ace ventura veneto già giovedì sera probabilmente Burro è stato venduto o ceduto in terraferma, per poi essere portato fuori città. Grazie a una rete di informatori e alle immagini delle telecamere disseminate nell’area si è risalito che a prendere il barboncino, una volta scomparso dalla visuale dei proprietari, sarebbero state due donne. Quindi “siamo riusciti a intercettare il piccolo cane già giovedì pomeriggio verso piazzale Roma- racconta al giornalista Simioni- Lo avevano in mano due donne con sembianze di persone senza fissa dimora. Hanno preso un vaporetto e poi probabilmente il people mover per arrivare al Tronchetto. Lì ci risulta sia avvenuto il primo scambio“.
A questo punto infatti il cane è passato a due uomini: “Loro hanno raggiunto Mestre,- prosegue nel dettaglio l’investigatore- sono arrivati in rampa cavalcavia e alle 21.38 sul piazzale dell’Interspar di via Torino hanno dato il barboncino a un altro uomo che era arrivato in auto”. La scena del conducente che scende dalla portiera e prende Burro dalle mani dei due uomini è stata ripresa dalla videosorveglianza di un b&b.
Dalla targa del mezzo si è risaliti a un indirizzo nel Miranese dove “siamo riusciti a ritrovare una specie di casolare in campagna dove c’era proprio quella macchina e anche vari animali, gabbie, cavalli. Nessuno ha risposto e ci siamo dovuti fermare al cancello”. Insomma la ricerca dell’investigatore pare si sia fermata a questo punto, quando, sicuri del rapimento di Burro, la proprietaria in serata è tornata dai carabinieri a portare le prove video e a cambiare la denuncia da smarrimento a furto.
I PROPRIETARI: “CHI DI COMPETENZA STA LAVORANDO PER RIPORTARCELO”
Da quel momento c’è riserbo sulle indagini passate ai carabinieri di Mestre e migliaia di persone che in tutta Italia stanno seguendo la sua storia restano in attesa di novità. Dai profili social i proprietari del cagnolino chiedono di proseguire nella diffusione degli appelli ma di “non fare pettegolezzo” e “non pubblicare nulla che non sia scritto sul loro profilo Fb. “Noi ci impegneremo ad aggiornarvi sulla vicenda qualora ci fossero degli sviluppi scrivendo nella nostra bacheca pubblicamente- promettono infine- vi possiamo assicurare che chi di competenza, sta lavorando attivamente”, assicurano.




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