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Shoah, tutte le iniziative per la Memoria a Bologna

Aumentano i 'giusti' dell'Emilia-Romagna: salgono a 76 gli eroi silenziosi che aiutarono gli ebrei durante la persecuzione nazifascista

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BOLOGNA – Mostre, musica e film per far entrare e imprimere nelle persone la memoria della Shoah. È un calendario ricco di eventi, lungo più di una settimana, quello organizzato a Bologna per il Giorno della Memoria, il prossimo 27 gennaio. Si comincia domenica 23, con l’inaugurazione della mostra al Museo Ebraico sui giusti dell’Emilia-Romagna. Dai 52 riconosciuti nel 2013, oggi la banca dati del museo conta 76 ‘eroi’ silenziosi che in regione aiutarono e nascosero gli ebrei durante il nazifascismo salvandoli dalle deportazioni (ad oggi sono 744 in tutta Italia). Si tratta di “persone umili- spiega la direttrice del Museo, Vincenza Maugeri- contadini e mugnai, ma anche sacerdoti, magistrati e addetti delle anagrafi“. I documenti e i materiali raccolti su di loro, tra cui anche 12 video originali, insieme a quelli sulle centinaia di persone salvate, vanno a comporre la mostra aperta fino al 6 marzo. Uno dei momenti clou del programma sarà il Concerto della Memoria che per la prima volta ha organizzato il Teatro comunale, il 30 gennaio all’auditorium Manzoni. Diretti da Valentino Corvino, i cantanti e i musicisti della Scuola dell’Opera eseguiranno musiche di compositori ebrei, tre dei quali (Castelnuovo-Tedesco, Korngold e Weill) sono sfuggiti alla Shoah rifugiandosi in Usa.

“Mi auguro che la musica diventi un veicolo perchè la memoria e la storia penetrino nella società e nelle persone, in particolare i più giovani”, dice Daniele De Paz, presidente della Comunità ebraica di Bologna, che oggi ha presentato il programma insieme al rabbino capo Alberto Sermoneta e alla presidente del Consiglio comunale, Maria Caterina Manca.
“È un’occasione importante per riflettere e informare, soprattutto le giovani generazioni- dice Manca- bisogna tenere alta l’attenzione perchè questi fatti non si ripetano più”. L’aula di Palazzo D’Accursio si riunirà in seduta solenne il 31 gennaio, in collegamento con la scrittrice e testimone della Shoah ungherese Edith Bruck. Tanti anche i film in programma, soprattutto per le scuole, organizzati dall’Istituto Parri: da “JoJo Rabbit” al cinema Galliera, il 26 gennaio, per gli alunni delle medie, a “Il labirinto del silenzio” il 27 gennaio, sempre al Galliera, per le superiori. La Cineteca, invece, il 27 gennaio al Cinema Lumiere proietterà tra le altre anche la pellicola “C’è un soffio di vita soltanto”, dedicata alla storia di Lucy Salani. Con i suoi 96 anni oggi è la trans più anziana d’Italia (vive nel bolognese), ma all’epoca era un adolescente di nome Luciano, deportato nel campo di concentramento di Dachau perchè omosessuale e disertore. Prigionia a cui è riuscito a sopravvivere, uno dei pochi.

Come ogni anno, poi, nel Giorno della Memoria saranno deposte le corone in vari punti della città per ricordare le vittime della Shoah e delle deportazioni. Sempre il 27, inoltre, sarà intitolato un giardino nel Quartiere Savena a Gemma Volli e Bianca Colbi Finzi, protagoniste della Comunità ebraica bolognese, mentre al Borgo-Reno sarà scoperta una targa in onore di Armando Gasiani, ex partigiano e già presidente della sezione bolognese dell’Aned. “Senza memoria non c’è futuro- chiosa Sermoneta- e il racconto è fondamentale. La Shoah non è uguale ad altre persecuzioni e non è paragonabile, non solo per i numeri (sei milioni di vittime, ndr) ma perché fu un progetto organizzato a tavolino per la cancellazione degli ebrei, fatto con una crudeltà e una perfezione incredibili”. Secondo il rabbino, dunque, “abbiamo il dovere di assorbire come spugne i racconti dei pochi testimoni rimasti e farli nostri, come se ci fossimo stati, per trasmetterlo ai nostri giovani”.

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2022-01-23T11:58:09+02:00