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La denuncia: “Finanziaria taglia rendita alle vittime di amianto”

Le imprese che avevano contribuito ad esporre all'amianto i propri lavoratori, non rispettando le norme di sicurezza, sono state esonerate dal pagamento dell'addizionale Inail
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BOLOGNA – La legge di bilancio 2021 approvata in Parlamento taglia la rendita aggiuntiva per le vittime di patologie legate all’esposizione all’amianto. A sollevare il problema è l’Afeva Emilia-Romagna, l’associazione dei familiari e delle vittime dell’asbesto in regione. Da un lato, spiega l’associazione, nella legge di bilancio è stato “confermata e resa strutturale” l’erogazione dei benefici previsti dal Fondo vittime amianto in via straordinaria per gli anni 2015-2020, a favore dei malati di mesotelioma per esposizioni non professionali. Una misura che sarebbe dovuta scadere l’1 gennaio 2021 e che prevede una una tantum di 5.600 euro, portata a 10.000 euro dalla legge Milleproroghe 2020. Questo è un fatto “sicuramente positivo- commenta Afeva- meno positiva è la misura che riguarda le vittime di patologie asbesto correlate per esposizioni professionali“. La rendita aggiuntiva a quella Inail era stata portato al 20% fino al 2020, ricorda l’associazione. “La misura approvata in finanziaria 2021 porta la rendita al valore fisso del 15% in modo strutturale- sottolinea Afeva- ma con una evidente decurtazione del 5%”. Il finanziamento complessivo previsto e’ comunque in crescita e va da 39 milioni di euro per il 2021 fino a 51,45 milioni di euro annui a decorrere dal 2030, a cui si aggiungono 4,8 milioni di euro all’anno per coprire la spesa delle vittime ambientali e familiari. Per l’associazione, però, è “altresì negativo che le imprese, quelle che avevano contribuito all’esposizione all’amianto dei lavoratori, che contribuivano per il valore di 7,5 milioni annui con una addizionale sui premi Inail, sono definitivamente esonerate dal pagamento dell’addizionale”. Questo conferma il “processo di deresponsabilizzazione di coloro che il problema amianto avevano generato per il non rispetto delle misure di sicurezza che dovevano tutelare i lavoratori– attacca Afeva- e che dimostrano come la lobby degli industriali in questo Paese trovi sempre orecchie attente nei palazzi della politica, anche oltre il dovuto. Se fosse stato confermato questo contributo, probabilmente la rendita poteva attestarsi sul 20%”. Ma non e’ tutto. Secondo l’associazione, infatti, “ad aumentare la confusione e l’allarme delle famiglie ci ha pensato Inail, che a dicembre ha recapitato ai beneficiari della rendita un cedolino nel quale veniva portata a zero la quota aggiuntiva relativa al fondo, generando una corale protesta”. Inail ha comunque sollecitato al ministero del Lavoro “un decreto applicativo che dia il via libera ai finanziamenti previsti in legge di bilancio”, per poter pagare cosi’ la quota e recuperare gli arretrati. Sempre Inail, tra l’altro, “si e’ resa protagonista di un’iniziativa poco trasparente”, contesta ancora l’associazione, con una proposta di riforma per il fondo che prevede “la soppressione del comitato amministratore”, di cui fanno parte i sindacati e le associazioni delle vittime, e lo “snaturamento del fondo stesso. Sarebbe stato raccomandabile da parte di Inail un atteggiamento piu’ trasparente e prudente- accusa Afeva- ora attiveremo la discussione sulla riforma del fondo avanzando proposte per recuperarne i principi ispiratori, fino ad oggi in gran parte disattesi”.

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