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Piccole isole, proiezioni capitali

procida capitale cultura 2022
Buon vento a chi deciderà di approdare sull’isola che promette di non diventare un “carrozzone” e buona fortuna ai procidani, marinai, contadini, appassionati
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NAPOLI – Epiloga la settimana che ha incoronato Procida capitale della cultura italiana 2022. Da Parma, insignita del ruolo per il 2020 ma causa Covid-19 protagonista nel 2021, la piccola isola del golfo di Napoli, la più vicina al capoluogo eppur la meno turistica, riceve il testimone e si impegna ad utilizzare un budget di 4 milioni 150mila euro per valorizzare, tra l’altro, i beni culturali e paesaggistici e migliorare i servizi rivolti ai turisti, come stabilito nel 2014 dal ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo nella procedura per il conferimento del titolo. E’ la prima volta che un’isola riceve il riconoscimento di capitale italiana della cultura. A Procida è arrivato con la presentazione di un dossier in cui il mare è centrale: è l’ambiente che permette di veicolare esperienze e favorire incontri. E’ a ridosso del mare che la terra si fa porto di partenza ed approdo. Il dossier ‘La cultura non Isola’ abbraccia 44 progetti culturali, 330 giorni di programmazione, 240 artisti e 40 opere originali e considera la rigenerazione urbana di alcune strutture del territorio: dal carcere borbonico di Palazzo d’Avalos alla chiesa di San Giacomo. In programma processi di trasformazione urbana e inclusione sociale, passando per la decarbonizzazione dell’isola. Su tutto c’è l’impegno che un borgo popolato da poco più di diecimila persone si è dato per rappresentare il punto di ripartenza: ciò che minore non vale meno. Anzi. Procida vale per la sua storia recente che la vuole nota come Isola di Arturo e set de Il Postino, come per quella passata per cui tra i suoi figli c’è l’antipapa Giovanni XXIII, nato a Ischia da mercanti procidani. E Procida vale oggi in prospettiva, ambendo a condividere gli effetti del suo essere capitale con i Campi Flegrei, l’area metropolitana di Napoli e tutta la Campania. Buon vento a chi deciderà di approdare sull’isola che promette di non diventare un “carrozzone” e buona fortuna ai procidani, marinai, contadini, appassionati.   

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