A Bologna il Pilastro alza la testa e va in strada: “Basta pregiudizi”

Il quartiere periferico dove Salvini ha fatto la 'citofonata' non ci sta: "Siamo lavorando per battere i pregiudizi, non abbiamo bisogno di racconti caricaturali e di passerelle"
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BOLOGNA – “Nessuno nega i problemi ma è importante affrontarli insieme. E questo lo stiamo facendo. Per percorrere insieme la faticosa strada del riscatto anche da tanti pregiudizi”. E’ un passaggio dell’appello diffuso per promuovere la manifestazione organizzata per domani, al Pilastro di Bologna, dopo la ‘visita’ di Matteo Salvini. “In questi anni associazioni, singoli cittadini, istituzioni scolastiche, Quartiere San Donato-San Vitale, Comune di Bologna e forze dell’ordine- scrivono i promotori- si sono impegnate fortemente per migliorare la qualità del territorio e la vita delle persone. Molti progetti sono stati realizzati e ci sono ancora tante cose da fare; il Pilastro ha tante eccellenze, un tessuto civico forte e una tradizione di dialogo tra cittadini ed istituzioni”.

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In questo contesto, “non abbiamo bisogno di racconti caricaturali e di passerelle che incitino allo scontro sociale. Abbiamo bisogno invece- continua l’appello- di una politica che faccia proposte serie e di progetti di collaborazione civica che possano aiutarci a risolvere i problemi del nostro territorio, consolidando la cultura della legalità democratica, del rispetto e della solidarietà”. E dunque, “per condividere insieme un’idea di Pilastro che ogni giorno lotta per la rinascita civica“, domani ci si ritroverà al parco intitolato ai carabinieri Mauro Mitilini, Andrea Moneta, Otello Stefanini, uccisi dalla Uno Bianca.

Ci sarà Stefano Caliandro, capolista Pd alle elezioni di domenica: “Amministrare vuol dire risolvere i problemi, non cavalcarli e strumentalizzarli a fini elettorali per poi tornarsene a Roma dopo le elezioni. Il Pilastro è una comunità complessa, che chiede e merita rispetto: insieme lavoriamo da anni per rafforzarne la coesione e la qualità della vita”.

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LEPORE ORGANIZZA IL CONTRO-TOUR: “ECCO IL VERO PILASTRO”

Con il blitz al Pilastro, Matteo Salvini “ha sbagliato i suoi calcoli davvero di grosso”. Ne è certo l’assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Matteo Lepore, che interviene con un video pubblicato su Facebook: l’assessore dice la sua e, andando sul posto, dà la parola a “chi il quartiere lo vive tutti i giorni”. Lepore riferisce che l’amministrazione ha ricevuto molte mail e telefonate, da parte di cittadini del Pilastro e del resto della città “che ci chiedono di prendere posizione”. E la posizione di Lepore eccola: “Un politico, quando va in un quartiere di periferia, si deve presentare con la scorta delle Forze dell’ordine e con 20 giornalisti al seguito? Non è forse un politico che ha un paura di andare nelle periferie? Io non lo so se quel politico lo rivedrete sotto casa vostra un giorno”.

Al Pilastro, continua l’assessore, “ci sono tante realtà importanti che si stanno battendo per migliorare la vita di un quartiere che purtroppo nella cronaca dei giornali viene sempre un po’ ricordato come il Bronx di Bologna. A noi, tutte le volte che facciamo delle assemblee pubbliche lì, la maggior parte delle persone chiede di uscire da questa cappa mediatica che copre questo quartiere. In realtà i cittadini vogliono un grande riscatto e in questi anni si sono impegnati perchè l’immagine di quel quartiere fosse raccontata in modo diverso”. Un luogo comune da sfatare? Al Pilastro “non ci sono appartamenti occupati”, spiega Lepore.

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Il primo colloquio dell’assessore è con una ragazza che, è lei a raccontarlo, l’altra sera faceva parte del gruppo di persone che ha contestato il tour di Salvini: “Non mi sento insicura a vivere al Pilastro, perchè so cos’è il mio territorio”. Il giro di Salvini? E’ stato “scortato e supportato da questa signora che gli ha indicato nei vari civici i nomi di alcune persone che lei ritiene essere spacciatori, pusher. Ha cercato di innescare qualcosa, a tre o quattro giorni dal voto di domenica”, dice la ragazza. Seguono le parole di Michele Ammendola de “La fattoria di Masaniello”, che afferma: “Un politico si dovrebbe vergognare di fare una cosa del genere, specialmente perchè è un 17enne e questo 17enne tu, politico di spicco con tre milioni di follower, l’hai distrutto. E invece c’è gente che tutti i giorni, indipendentemente dalla propria credenza politica, o partitica più che politica, sta qua e ci lavora”.

Ammendola ricorda il progetto grazie al quale, tramite un bando del Comune, è nata la “Scugnizzeria” che ogni mese ospita 25 bambini autistici e 25 educatori: “Belle notizie che però non fanno notizia”. Infine, tocca al presidente del quartiere San Donato-San Vitale, Simone Borsari: “I problemi non si devono negare, ci sono, ma si sta anche cercando di risolverli, uno per uno. Ci siamo avviati verso un cammino di rinascita, con investimenti importanti che sono partiti già alcuni anni fa. La bacchetta magica non ce l’ha nessuno ma c’è un impegno di tutti i giorni di istituzioni, cittadini e associazioni che lavorano insieme”.

Il video si conclude con Lepore e Borsari davanti al monumento per i tre carabinieri uccisi dalla banda della Uno Bianca: omaggio che Salvini non ha compiuto, come fatto notare da più parti. Proprio da lì, venerdì, partirà la manifestazione di quartiere promossa per rispondere al tour di Salvini: Lepore annuncia che ci sarà e rilancia l’appello a partecipare, rivolgendosi a “chi crede nel Pilastro e ogni giorno lotta per la sua rinascita civica”.

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23 Gennaio 2020
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