Castelnuovo, domani presidio dei lavori al Mise contro la chiusura del Cara

Si tratta per i sindacalisti di "un dramma occupazionale al quale si aggiunge quello sociale"
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ROMA – “Oltre 300 migranti del Centro Accoglienza richiedenti asilo politico presso Castelnuovo di Porto saranno trasferiti in altri centri del territorio nazionale entro questa settimana. Tutto questo genererà serie ripercussioni occupazionali per i lavoratori impiegati presso il Centro che da anni con professionalità assistono gli ospiti”. Lo dichiarano in una nota i sindacalisti della Cgil Fp, Antonio Amantini, della Cisl Fisascat, Giovanna Catizone, e della Uil Fpl, Massimo Mattei, che aggiungono: “Parliamo di circa 120 operatori addetti alle pulizie, addetti alla distribuzione, magazzinieri, autisti, assistenti sociali, psicologi, infermieri, dottori, mediatori linguistici, insegnanti di lingue, informatori normativi e amministrativi che da febbraio 2019 rischiano di perdere il posto di lavoro”.

Si tratta per i sindacalisti di “un dramma occupazionale al quale si aggiunge quello sociale, venendo meno i percorsi di integrazione già avviati sul territorio; bambini e ragazzi presenti nel Centro che hanno frequentato fino a oggi le scuole della cittadina ed ora vengono spostati in altri territori. Alla luce di quanto sopra Cgil Fp, Cisl Fiscascat e Uil Fpl Roma e Lazio hanno dichiarato lo Stato di agitazione di tutto il personale delle Coop Auxilium, Siar e azienda Itaca impiegati nella struttura con un presidio da effettuarsi sotto il Mise per giovedì 24 gennaio dalle 9 alle 13 con l’intento di confrontarsi con il ministro Luigi Di Maio al fine di avere da parte delle istituzioni l’impegno a una tutela occupazionale”.

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23 Gennaio 2019
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