Regeni, l’Università di Bologna gli intitola una borsa di studio

Una borsa di studio alla memoria di Giulio Regeni, il giovane ricercatore ucciso a Il Cairo nel 2016. L’ha istituita l’Alma Mater di Bologna, che da oggi espone anche lo striscione “Verità per Giulio Regeni” sulla facciata di Palazzo Paleotti, in via Zamboni.

L’iniziativa, che ha visto il coinvolgimento anche del Consiglio degli Studenti, è stata deliberata all’unanimità questa mattina dal Senato accademico dell’Ateneo felsineo, a pochi giorni dal secondo anniversario della morte di Regeni.

La borsa di dottorato, di durata triennale, sarà assegnata a un corso di dottorato legato alle scienze politiche e sociali, disciplina di studio del giovane ricercatore. Il Senato accademico ha però proposto che la misura diventi stabile negli anni, con nuove borse di dottorato intitolate a Regeni destinate anche ad altri ambiti disciplinari, ma legate sempre a progetti di ricerca di carattere internazionale e interdisciplinare.

L’Alma Mater, si spiega in una nota, “raccoglie così l’invito lanciato pochi giorni fa a tutti gli atenei italiani dal Comitato per la valorizzazione del dottorato di ricerca e subito accolto anche dalla Conferenza dei Rettori delle università italiane”. Inoltre, grazie all’impulso del Consiglio degli studenti dell’Alma Mater, da oggi è esposto sulla facciata di Palazzo Paleotti lo striscione “Verità per Giulio Regeni”, legato alla campagna di Amnesty international.

“Stamattina l’Alma Mater ha preso una parte- si congratula Fabiana Maraffa, presidente del Consiglio degli studenti, via Facebook- quella di chi continua a chiedere verità per Giulio. I docenti, gli studenti, tutta la comunità accademica hanno il dovere morale di chiedere che non si abbassi la guardia e si faccia chiarezza su come e chi ha ucciso brutalmente Giulio. La nostra scorta mediatica alla famiglia Regeni non si arresta qua, sarà sempre più forte”, assicura Maraffa, che invita a partecipare alla fiaccolata in programma tra due giorni in memoria di Regeni, organizzata da Amnesty. “Non smettiamo di interrogare né le nostre coscienze né chi è deputato a dare e cercare risposte”, conclude la presidente del Consiglio degli studenti.

23 Gennaio 2018
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