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Minori, Ronzulli: “Sugli affidi ora criteri più omogenei”

licia ronzulli
La presidente della Commissione parlamentare Infanzia e adolescenza: "Per le adozioni i tempi sono troppo lunghi"
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ROMA – “La riforma del processo civile, per quanto riguarda gli affidi, mette dei confini. Rende più omogenee le regole e dà una griglia per evitare altri casi come quelli di Bibbiano. Va a restringere lo strapotere dei servizi sociali che negli ultimi anni hanno portato a casi di cronaca che ci hanno fatto rabbrividire”. Così la presidente della Commissione parlamentare Infanzia e adolescenza, Licia Ronzulli, intervenuta oggi alla presentazione del libro ‘Volevo una mamma bionda’, di di Susanna Petruni. La senatrice ha poi toccato il tema delle adozioni: “L’iter burocratico- per le adozioni- ha detto- ha una eccessiva lungaggine e difficoltà e scoraggia, noi legislatori dobbiamo interrogarci. Servono tempi certi. Ci sono famiglie che aspettano più di due anni, che sono costrette a rifare la domanda. Io come legislatore ho il dovere di lavorare per questo. Se io domani decido di fare un bambino- ha detto ancora- nessuno mi fa il terzo grado su che lavoro faccio, che casa ho… mentre chi decide, con grande cuore, di intraprendere questo percorso viene rivoltato come un calzino. Il nuovo processo civile va in una giusta direzione”. Molto in disaccordo si è mostrata, invece, la ex presidente del Tribunale per i minori, Melita Cavallo, che ha sottolineato che “ci sono dei passaggi da fare e i bambini sono pochi. Le coppie vanno valutate. Per questo i tempi sono lunghi”. “I bambini sono molti di più delle famiglie che vogliono adottare”, ha replicato Ronzulli, che sugli affidi ha aggiunto: “Io sono la prima a dire che un bambino non va tolto, ma abbiamo visto nella cronaca che non è così”.

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