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Mozambico, a Cavà un Natale a 38 gradi con il conflitto alle porte

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Don Daldosso all'agenzia Dire: "Del Covid-19 ci siamo quasi dimenticati"
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ROMA – “Del Covid-19 ci siamo quasi dimenticati che esista, abbiamo ben altre lotte da affrontare”: scrive così don Silvano Daldosso, missionario nel nord del Mozambico, denunciando arresti e abusi dei diritti umani legati all’estendersi del conflitto tra militari e ribelli.
La testimonianza, condivisa con l’agenzia Dire e altri amici in Italia, giunge dal distretto di Memba, proprio al confine con Cabo Delgado, la provincia più ricca di idrocarburi del Paese nonché l’epicentro delle violenze.

Secondo don Daldosso, veronese, responsabile della Missao de Nossa Senhora da Conceicao a Cavà, i giorni di Natale saranno segnati dall’incertezza. “La mia gente riceverà l’eucarestia con la paura nel cuore per il terrorismo che sta raggiungendo anche il nostro distretto” scrive il missionario, in riferimento ad Ansar al-Sunna, “i difensori della tradizione”, com’è noto uno dei gruppi attivi a Cabo Delgado.
Nella provincia, secondo stime delle Nazioni Unite, gli sfollati sono almeno 740mila. A preoccupare non sono però solo le violenze dei ribelli. “Da tre settimane a Memba è arrivato un contingente di 150 militari in assetto antiterrorismo” riferisce don Daldosso. “Il governo ha distribuito questi soldati nelle aree della costa più a rischio ma la loro presenza non è una sicurezza per noi, bensì un motivo per altri soprusi e abusi”.
Secondo il missionario, “in questi giorni molte persone sono state picchiate senza motivo” e altri sono state “portate in carcere solo perché giravano per strada dopo il tramonto”.

Il conflitto, cominciato nel 2017, ha assunto una dimensione internazionale. A tutelare le concessioni delle multinazionali dell’energia, come l’americana Exxon Mobil o la francese Total, che sfruttano i giacimenti di gas a largo di Cabo Delgado, sono da alcuni mesi anche contingenti inviati dal Ruanda. Proprio la loro forza d’urto avrebbe contribuito all’ampliarsi del raggio di azione di Ansar Al-Sunna. “La settimana scorsa”, riferisce don Daldosso, “si sono verificati attacchi nella provincia nord-occidentale di Niassa”.
I mozambicani mantengono però speranza e fede, secondo il missionario. Nella sua testimonianza si racconta della preparazione delle ostie da consacrare per le 47 comunità cristiane di Memba: “Il 24 mattina presto ogni responsabile di comunità verrà a piedi da lontano, sudato e affamato ma sorridente per il grande onore di trasportare Gesù per la celebrazione della Vigilia e del giorno di Natale”. Don Daldosso riferisce di temperature molto diverse rispetto a quelle di questi giorni in Europa, “26 gradi mattutini che arrivano nelle ore successive a 38 o 40 con un’umidità dell’80 per cento”. Ci sono poi le persone, il lavoro, la quotidianità: “Sta albeggiando e la mia gente fuori è in movimento già da qualche ora; stanno terminando le manutenzioni ai tetti delle capanne e preparano i campi ad accogliere la pioggia che bagnerà i poveri semi, che valgono come un’assicurazione sulla vita di tutta la famiglia”.

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