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Covid, Maruotti (Lumsa): “Casi Omicron sottostimati, impossibile misurare casi reali con questa metodologia”

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"Ogni Regione può utilizzare metodologie di campionamento diverso e la loro disomogeneità può avere un effetto sulle stime prodotte"
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ROMA – A distanza di quasi due anni, i dati della pandemia sono ancora poco precisi e ancora aggregati. “Con dati di qualità, dettagliati, è possibile fornire delle stime molto precise. Purtroppo, lavoriamo con dati aggregati che rendono il nostro lavoro molto più difficile. Con dati disaggregati, attraverso ad esempio la metodologia Cattura-Ricattura, solo per fare un esempio, sarebbe possibile stimare la prevalenza di omicron, senza molte difficoltà”. Lo spiega all’agenzia Dire Antonello Maruotti, ordinario di Statistica alla Lumsa di Roma.

Il professore fa notare che “i dati sui casi di omicron sono sottostimati anche in ragione della poca duttilità dei dati” e lo si può notare da come crescono i nuovi positivi: “La curva dei contagi- continua Maruotti- nel suo momento più alto, in relazione alla recente ondata autunnale, ha subìto una rapida impennata, un aumento nella velocità di crescita non in linea con l’andamento delle settimane precedenti. Siamo passati da un andamento lineare con incrementi di circa il 20% su base settimanale ad un incremento di circa il 40%. Eventi di questo genere sono generalmente dovuti a fattori esterni ed è plausibile pensare che siano dovuti alla nuova variante”.

Maruotti precisa poi alla Dire come l’indagine condotta dall’Istituto superiore di sanità, la cosiddetta flash survey, rischi di essere inattendibile. “É lo stesso istituto a scriverlo nella nota metodologica al report sulla flash survey- dice- il metodo di campionamento potrebbe essere disomogeneo e non random in alcune Regioni/PPA”, questo vuol dire che “ogni Regione può utilizzare metodologie di campionamento diverso e la loro disomogeneità può avere un effetto sulle stime prodotte. Inoltre, la possibilità che il campionamento non sia random, ovvero casuale, limita di molto la sua utilità. Infatti, nei due casi estremi, una Regione può caricare sulla piattaforma solo i sequenziamenti a disposizione, senza un vero campionamento quindi, oppure, ma dubito che sia una possibilità, scegliere quali sequenziamenti caricare e quali no. Infine, i dati vengono proposti per Regione, ma il campionamento è fatto per macro-aree (Nord-Est, Nord-Ovest, Centro, Sud e Isole)” sottolinea.

“Questo fa sì che i risultati, qualora il campionamento fosse fatto in modo metodologicamente corretto, avrebbero comunque senso solo se riportati per macro-aree. Infatti, in Molise c’è un solo sequenziamento: se ti dice bene il Molise è omicron-free, altrimenti è 100% omicron” conclude amaramente Maruotti.

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