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Draghi sul Quirinale: “Maggioranza spaccata scenario da temere, mio futuro non conta nulla”

mario draghi
"E' il Parlamento che decide la vita del governo: l'ha fatto quest'anno e lo farà sempre", risponde Draghi.
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ROMA – Il Pnrr è “centrale” per la crescita e “oggi posso dirvi che abbiamo raggiunto tutti e 51 gli obiettivi concordati con la Commissione Ue“, tra “due-tre mesi” ci sarà “la tranche dei prestiti previsti. L’Italia, i comuni, le regioni e il governo si muovono con determinazione e con forza, è importante essere all’erta perchè il percorso è lungo e complesso, ma si può essere soddisfatti per quanto fatto quest’anno. Abbiamo creato le condizioni perché il lavoro sul Pnrr continui, indipendentemente da chi ci sarà. L’importante è che il governo sia sostenuto da una maggioranza il più ampia possibile, che voglio ringraziare”. Così il presidente del Consiglio Mario Draghi nella conferenza stampa di fine anno.

Il 3 febbraio, con lo scadere del mandato di Sergio Mattarella, finirà anche la ragione di essere di questo governo? “E’ il Parlamento che decide la vita del governo: l’ha fatto quest’anno e lo farà sempre”, risponde Draghi. “La nostra Costituzione prevede un governo parlamentare”.

I miei destini personali non contano assolutamente niente, non ho particolari aspirazioni. Io- spiega Draghi- sono un nonno a servizio delle istituzioni, la responsabilità della decisione è interamente nelle mani delle forze politiche, non è nelle mani degli individui, sarebbe un’offesa per l’Italia che non è determinata dai singoli individui”.

“Indubbiamente- ammette Draghi- c’è stato molto affanno nella fase terminale della discussione della manovra, anche per le scadenze del Pnrr di dicembre. Ma non è che sia senza precedenti, è successo tantissime volte in Parlamento. Questa manovra è stata accompagnata da un lunghissimo confronto politico con i partiti”.

Sulle prossime elezioni del Quirinale, Draghi poi aggiunge: “L’esempio del presidente Mattarella è la migliore guida all’interpretazione del ruolo del presidente della Repubblica: ha garantito l’unità nazionale da cui è venuta una maggioranza ampia che ha sostenuto un governo che ha cercato di fare il meglio possibile e dei cui risultati stiamo parlando”

“E’ immaginabile, e lo chiedo a tutti, che una maggioranza che si spacca per l’elezione del presidente della Repubblica poi si ricomponga magicamente quando si tratta di sostenere il governo?“. Secondo il presidente del Consiglio Mario Draghi, nella conferenza stampa di fine anno, “dobbiamo farci questa domanda”. Quello di una maggioranza spaccata “è uno scenario da temere – osserva – avendo detto che ci vuole una maggioranza ampia, anche più dell’attuale, affinchè l’azione del governo continui”.

“PATTO STABILITÀ, SERVE NUOVO CONSENSO E REGOLE RAGIONEVOLI

La mia visione sulle regole del Patto di stabilità è critica. Oggi- spiega Draghi- è cambiato il quadro internazionale ed europeo e la visione critica trova un consenso quasi generale, l’Italia è in una buona posizione per far sentire la propria voce”.

“La discussione con la Commissione è appena iniziata- sottolinea- e probabilmente durerà per tutto il 2022, meglio presto che tardi. L’importante è che si arrivi ad un nuovo consenso. Le regole fiscali servono, non possiamo farne a meno, purchè siano ragionevoli e non dannose, come quelle che avevamo prima”.

“L’incontro con Scholz- dice Draghi- è andato molto bene, ci conoscevamo da quando era ministro delle Finanze e io ero presidente della BCE. La direzione che stiamo tracciando è di una maggiore consultazione e cooperazione. Non si è parlato di trattati, ma di un piano di azione. Con confronti tra ministri, che già ora lo fanno con periodicità. Ora vogliamo istituzionalizzare il confronto e costruire occasione per incontri bilaterali”.

Con Francia e Germania, spiega Draghi, “definiamo una linea comune. E’ importante non dare l’impressione che si crei un triumvirato, non ci sono le basi nè sarebbe giusto. Lo sforzo del coordinamento è nell’interesse dell’UE”.

“GOVERNO PRONTO A SOSTENERE ECONOMIA, OCCUPAZIONE E CRESCITA SONO RIPARTITE”

Il governo resta pronto a sostenere l’economia in caso di rallentamento: la sfida principale resta quella di far aumentare il tasso di crescita nel lungo periodo e risolvere le disuguaglianze strutturali”, spiega il premier Mario Draghi.

E’ ripartita l’occupazione anche se è vero che molta occupazione è a tempo determinato, ma l’aumento c’è stato”. Quanto ai benefici sui conti pubblici, “il rapporto debito pil inizierà a scendere già da quest’anno“.

“Il governo- spiega Draghi- ritiene che il Superbonus abbia dato molto beneficio e abbia creato anche distorsioni, la proposta del governo era quella di mettere dei vincoli come i 25 mila euro di reddito Isee sulle villette. Il parlamento, utilizzando dei fondi a disposizione, ha deciso di utilizzarli per estendere il Superbonus. Il governo non voleva estenderlo perchè è una misura che ha creato un aumento straordinario dei prezzi delle componenti che servono a fare le ristrutturazioni, oggi una unità di efficientamento energetico costa molto di più rispetto a prima del Superbonus. Ha incentivato moltissime frodi, è di stamani la segnalazione dell’Agenzia delle entrate che ha bloccato 4 miliardi di crediti, c’erano buoni motivi, al di là del costo per la finanza pubblica, per la riluttanza del governo ad estendere ulteriormente il superbonus”.

Per quanto riguarda Tim “ci sono tre cose da tutelare nel futuro assetto societario: l’occupazione, la rete e la tecnologia. Noi dobbiamo vedere cosa sta succedendo perchè ancora non è chiaro, ma la configurazione societaria a cui si dovrà pervenire deve raggiungere questi obiettivi. Oggi il governo non è in grado di dire cosa fare, non c’è una strada preordinata, ci sono una serie di negoziati e nuove idee quasi ogni settimana. Il punto fisso dell’azione del governo è la tutela di questi tre aspetti”.

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