VIDEO | Elefanti e giraffe a spasso per Parma: la clip spettacolare per la biodiversità

parma
L'associazione Italiana Esperti d'Africa ha creato un video surreale con il patrocinio del Comune per promuovere la salvaguardia della bioricchezza
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

BOLOGNA – Mentre i cittadini sono chiusi in casa nel rispetto del lockdown, il centro di Parma è popolato da animali decisamente più selvatici di quel che si possa immaginare. Gli elefanti passeggiano in coppia davanti a Palazzo Dalla Rosa Prati, le giraffe sostano nei pressi del Duomo mentre leoni e zebre colorano la piazza. Poco lontano un ippopotamo emerge dall’acqua di fronte alla fontana del Trianon, e la sagoma di un grande rinoceronte rende ancora più fiabesco lo scorcio del Castello di Torrechiara. Non sono effetti collaterali dell’isolamento, ma un simpatico video lanciato dall’associazione Italiana Esperti d’Africa in difesa degli animali e a tutela della bioricchezza.

L’idea nasce proprio dall’esperienza del lockdown di marzo, quando le città italiane deserte si sono improvvisamente ripopolate di animali, arrivati con coraggio fino alle strade e alle piazze alla ricerca di cibo. Senza l’ingerenza dell’uomo, la natura si è in pochi mesi ripresa i suoi spazi per rifiorire negli angoli più impensati dei centri urbani.

“In questo video, che può farci sorridere per la spettacolarità delle immagini, abbiamo voluto generare un pensiero per il pubblico, esasperando questo concetto- spiega l’associazione-, prendendo una Parma vuota dal lockdown, ma potrebbe essere qualsiasi città del mondo, che senza la presenza dell’uomo si è popolata di animali in via di estinzione a causa dell’uomo, che per interessi per lo più economici sta minacciando la loro esistenza, minando pesantemente l’equilibrio citato in precedenza. Ogni essere vivente su questa terra è un tassello fondamentale di un puzzle chiamato biodiversità che a noi piace chiamare bioricchezza perché dobbiamo capire quanto siano arricchenti tutte le diversità”.

LEGGI ANCHE: Elefanti senza più frutta, ecco come i cambiamenti climatici tolgono il cibo agli animali

Aiea si occupa da anni di conservazione ed antibracconaggio, ma da quasi un anno, a causa della pandemia, non riesce a svolgere il lavoro operativo in Africa per difendere gli animali, e il virus ha fermato anche le opere di sensibilizzazione che regolarmente fanno sul territorio. Lo slogan, che appare nel video, è quello di Parma Capitale della Cultura: “La cultura batte il tempo, ma il tempo potrebbe battere noi, perché di tempo non ne abbiamo più”.

“Volevo ringraziare tutti quanti hanno gratuitamente collaborato e lavorato a questo progetto, mossi da un forte sentimento di voler conservare questo pianeta- ha dichiarato il direttore di Aiea Fabio Ghirardi-. A partire dalla bravissima Marta Mambriani che ha ideato e realizzato il progetto, la banda Giuseppe Verdi che ha concesso le musiche e la fotografa Francesca Bocchia per alcuni contributi fotografici. Ed un grazie particolare al Comune di Parma e Parma 2020+21 che ha concesso il patrocinio per questo progetto, includendo l’associazione italiana esperti d’Africa nei progetti di Parma Capitale Italiana della Cultura.

Dello stesso avviso anche l’assessore alla Cultura del Comune di Parma Michele Guerra: “Preservare, salvaguardare la biodiversità e il pianeta è un messaggio importante, una necessità. Siamo orgogliosi sia come Parma 2020+21 che come città di essere protagonisti di questo video”.

LEGGI ANCHE: L’uomo e la distruzione del pianeta, il Wwf racconta la ‘strage’ degli animali selvatici: in 50 anni crollati del 68%

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»