Nel Maharashtra aboliti i nomi di località legati alle caste

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Il motivo? "Rafforzare l'armonia sociale e l'unità nazionale". Nella regione indiana la popolazione è il doppio di quella italiana
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ROMA – Nello Stato indiano di Maharashtra i nomi delle caste scompariranno dalla toponomastica, per favorire l’inclusione e l’equita’ sociale. Parola del ministro della Giustizia locale, Dhananjay Munde, che ha dichiarato: “Per rafforzare l’armonia sociale e l’unità nazionale, tutti i nomi basati sulle caste di aree e località, sia nelle zone rurali che urbane, saranno cambiati”. Saranno sostituiti con i nomi di leader sociali, persone che si sono distinte per la lotta per i diritti e intellettuali.

Il Maharashtra ha una popolazione di 125 milioni di persone – il doppio dell’Italia – e il governo da tempo ragionava su un intervento volto a mettere in pratica l’abolizione delle caste già auspicata dall’esecutivo federale di New Delhi. La suddivisione in caste è uno dei nodi più complessi della società indiana. Per secoli è servita a “organizzare” la popolazione a seconda della classe e del ruolo all’interno della società. L’appartenenza si acquisisce per nascita e nel corso della vita non è possibile cambiarla. Dalla casta derivano spesso non solo i nomi di villaggi, quartieri o strade, ma anche i cognomi. Per questo nel 2015 un deputato propose una legge per abolire tutti i cognomi, lasciando alle persone solo il nome. Un’idea, questa, che però non ha trovato seguito in parlamento.

Questo sistema però ancora oggi provoca conseguenze, spesso dolorose: a inizio mese nello Stato occidentale di Gujarat un giovane è stato aggredito perché aveva mentito ai colleghi circa la sua appartenenza. Aveva infatti dichiarato di essere di una casta superiore sebbene invece appartenesse ai dalit, il gruppo che si colloca all’ultimo gradino della gerarchia sociale.
La sua “colpa”? Aver lasciato qualche bottone della camicia sbottonato per seguire la moda, un gesto ritenuto “intollerabile” per un esponente di quella casta.

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