VIDEO | Bangladesh, Dhali (Bnp): “Al voto con 20mila oppositori in carcere”

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ROMA -“Sono il segretario generale per l’Italia del Partito nazionalista bengalese (Bnp), e a nome del mio partito denuncio che in questo momento in Bangladesh c’è un governo illegale e fascista. Illegale, perché il partito Awami League è salito al potere nel 2014 attraverso elezioni a cui i partiti di opposizione non hanno partecipato. Oggi in parlamento non ci sono deputati di opposizione. Fascista, perché tiene in carcere circa 20mila oppositori politici”. Nasir Uddin Dhali consegna all’agenzia ‘Dire’ il suo appello “alle istituzioni italiane, ai governi europei e all’Unione europea affinché aiutino i 160 milioni di cittadini bengalesi”.

Secondo il segretario del Bnp, in Italia ormai da 20 anni, nel Paese asiatico “lo Stato di diritto non esiste più. Chi parla in nome della democrazia e della libertà viene arrestato, oppure ucciso, e spesso alle famiglie non viene neanche restituito il corpo. Ai politici di opposizione viene impedito di tenere comizi o di registrarsi alle liste elettorali. I giudici devono fare ciò che dice la polizia e il governo altrimenti anche loro subiscono conseguenze”.

Dhali cita il caso dell’ex capo della Corte suprema, Surendra Sinha, che, dopo aver criticato la condotta del governo, si è prima dimesso e poi ha dovuto lasciare il paese. “Se in uno Stato non c’è rispetto della legge, dei giudici e delle istituzioni, come si può prendere sul serio il governo in carica?” chiede il rappresentante del Bnp.

La richiesta all’Italia, contenuta in una lettera ottenuta dalla ‘Dire’ e indirizzata al ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, è il sostegno per il cambiamento in vista delle elezioni del 30 dicembre: “Vogliamo – dice Dhali – che i cittadini possano eleggere democraticamente il proprio governo attraverso consultazioni regolari, giuste e trasparenti”.
Nella missiva indirizzata al ministro, il Partito nazionalista bengalese sostiene che la situazione politica “si è deteriorata a livelli allarmanti”. Si ricordano i cento giorni di detenzione del fotografo Shahidul Alam, che su un’emittente straniera ha criticato il governo di Dhaka. Alam ha denunciato anche torture. Nella lettera vengono indicati anche “centinaia di arresti, tra cui molti operatori della stampa”. “Negli ultimi mesi – si legge nel testo – sono state almeno 437 le uccisioni extragiudiziali, mentre le sparizioni forzate sono divenute un fenomeno comune”.

Nonostante questo, denuncia il Bnp, “i partiti di opposizione hanno deciso di partecipare alle elezioni” ma c’è “il serio timore che non si svolgeranno in modo trasparente”. Anche perché, si legge ancora, “la Commissione elettorale è lungi dall’essere neutrale nel garantire pari opportunità a tutti i partecipanti in lizza”.
Nella lettera si ricorda che dal primo dicembre “sono stati arrestati 25 esponenti dell’alleanza di opposizione Jatiya Oikyafront, guidata dal Bnp”, mentre altri 50 “hanno subito violenze mentre svolgevano attività legate alla campagna elettorale”.

In conclusione, il Bnp chiede “la creazione di un organismo di governo neutrale che monitori il processo elettorale, comprese le attività della Commissione”. Poi, “la presenza di osservatori elettorali internazionali durante le procedure di voto e di spoglio”. Infine, “la fine delle persecuzioni a danno di leader e attivisti d’opposizione, accademici, giornalisti e voci dissidenti”.

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