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‘Il laureato’ compie 50 anni, mezzo secolo fa per la prima volta in sala

Tra i 100 film americani più belli di tutti i tempi secondo l'AFI
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ROMA – Compie oggi 50 anni un cult del cinema americano e internazionale. Usciva nelle sale americane il 22 dicembre del 1967 ‘Il laureato’.

Protagonista della pellicola, un giovane Dustin Hoffman al suo primo ruolo importante sul grande schermo. L’interpretazione gli valse la nomination all’Oscar e il Golden Globe come migliore attore debuttante.

Il film ebbe un grande successo sia di critica che di pubblico e si aggiudicò 5 Golden Globe e una statuetta dell’Academy per la migliore regia.

La trama

Protagonista de ‘Il laureato’ è Benjamin Braddock, un giovane abbiente e inappetente, che, appena terminati gli studi torna nella casa paterna per trascorrere le vacanze estive e capire cosa fare della sua vita. A una festa il ragazzo incontra Mrs Robinson, la moglie di un socio d’affari di suo padre, dalla quale viene ben presto irretito. Inizia così una relazione sessuale dalla quale non ha origine alcun sentimento. Al contrario Benjamin verrà scosso dal torpore nel quale vive dalla figlia di Mrs Robinson, Elaine, della quale ben presto si scopre innamorato. L’unione tra i due verrà contrastata da Mrs Robinson e suo marito, che costringeranno Elaine a sposare un altro uomo. Benjamin non potrà impedire le nozze ma riuscirà comunque a portare via la sposa dall’altare.

Un film che ha fatto storia

Per capire il successo di questo film è necessario inquadrarlo nel periodo storico in cui vede la luce: siamo nel 1967, l’esplosione delle contestazioni giovanili è ormai alle porte e il desiderio di ribellione di cui la società è pregna si riversa anche nella produzione cinematografica e trova in quest’opera una delle prime espressioni. Il personaggio di Benjamin Braddock si inserisce perfettamente in questo contesto, e rappresenta l’emblema di quel desiderio giovanile di rottura con la benpensante e annoiata classe borghese dell’epoca, di cui egli stesso fa parte. Ma  il giovane non lo fa rifiutando i privilegi di cui usufruisce, bensì con un atto eversivo ben più sottile, andando a letto con una donna più grande, un’amica di famiglia: più anticonformista di così? Una donna a cui non ha nulla da dire, massima espressione di quell’incomunicabilità generazionale che è alla base del film.

E certamente la relazione extraconiugale di Mrs Robinson con l’impacciato Benjamin fu uno dei motivi del grande successo di questo film, ma non basta certo a giustificare il posizionamento de “Il laureato” nei primi posti della lista dei 100 migliori film americani di tutti i tempi, stilata dall’American Film Institute.

Determinante, oltre all’ottima prestazione attoriale di tutti gli interpreti, la regia di Mike Nichols che con il suo stile “voyeuristico” ci regala alcune delle scene più famose della storia del cinema e un’inquadratura, quella finale, memorabile. Seduti in fondo a un autobus preso al volo dopo la fuga dalla chiesa dove Elaine si è appena sposata, Benjamin e la sua amata sorridono felici della “bravata” che sono appena riusciti a compiere, per poi assumere una serie di espressioni sempre meno allegre, che terminano in uno sguardo dubbioso. Il risultato è un finale aperto che lascia allo spettatore tanti interrogativi su ciò che accadrà ora che i due innamorati si sono lasciati la spensieratezza giovanile alle spalle per entrare nella fase della maturità insieme.

Ciliegina sulla torta di un film che con cinica leggerezza scardina alcuni capisaldi della cultura americana, è la splendida colonna sonora di Simon & Garfunkel, che in questa occasione ci regalano canzoni memorabili come “Mrs Robinson” e “The sound of silence”.

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