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Violenza sulle donne, Bonetti presenta le misure del Governo: “In aumento vittime e denunce”

"La pandemia ha solo squarciato un velo su una verità pervasiva nel tessuto sociale del nostro Paese"
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ROMA – “Purtroppo quest’anno, ad oggi, registriamo 60 donne uccise dal loro partner o ex, rispetto alle 59 vittime dello scorso anno nella stessa data. Poi c’è stato anche un aumento delle richieste al 1522″, un dato però non solo negativo perchè dimostra come “la prospettiva di aiuto abbia agevolato l’arrivo delle richieste” e ha poi consentito “di mettere in campo azioni preventive”. Così la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, in conferenza stampa per illustrare le azioni messe in campo dal governo per il contrasto della violenza contro le donne.

“E’ urgente intervenire alla luce dei dati che hanno visto un aumento della violenza sulle donne durante la pandemia“, ricorda la ministra citando un’indagine su questo preciso tema che sarà presentata mercoledì in Senato. “Il covid ha amplificato e accelerato un fenomeno già esistente, la pandemia ha solo squarciato un velo su una verità pervasiva nel tessuto sociale del nostro Paese“. 

Il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, “si conferma l’impegno nostro, del governo e di tutto il Paese nel pieno contrasto della violenza maschile contro le donne. Le vittime devono sapere che c’è uno Stato che accoglie le loro richieste d’aiuto”, aggiunge Bonetti.

Misure perfezionate col nuovo Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2021-2023, presentato in Cdm la scorsa settimana a pochi giorni dall’avvio della Settimana contro la violenza sulle donne. Le vittime “devono sapere che possono denunciare e chiamare il 1522”, ribadisce la ministra che ricorda come il nuovo piano abbia reso “strategiche, stabili e strutturali le azioni messe in campo dal governo”. Su tutte “reddito di libertà e microcredito di libertà”.

Il nuovo Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2021-2023 “istituzionalizzerà una maggiore sinergia tra i procedimenti di carattere civile, penale e minorile”, in modo da “evitare il fenomeno della vittimizzazione secondaria che la Commissione Femminicidio ha messo bene in evidenza” e “sentenze contraddittorie nella protezione della donna”, prosegue Bonetti.

“Si è evidenziato – spiega – che spesso, specie nei casi di separazione con un minore, non c’è una presa in carico complessiva del fenomeno“, con l’uso “da parte di alcuni Ctu della Pas (sindrome di alienazione parentale), che già la ministra Cartabia ha detto non essere elemento considerabile, in quanto antiscientifico”. C’è quindi necessità “di far interagire le Procure, altrimenti si rischia di non dare una risposta integrata nella protezione della donna”, dice la ministra.

“Quest’anno- aggiunge Bonetti- festeggiamo i dieci anni della convenzione di Istanbul che guida l’azione di tutti gli stati membri UE. L’Italia fu tra le prime firmatarie e oggi ci poniamo ancora di più nel solco di questa convenzione”. Così la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, in conferenza stampa per illustrare le azioni messe in campo dal governo per il contrasto della violenza contro le donne.

Confermo impegno del governo sul fronte internazionale nella convinzione che il contrasto alla violenza sulle donne vada letto nella sua radicalità  e trasversalità. L’azione sistemica deve trovare spazio in un’agenda internazionale che veda tutti gli Stati presenti, in primo luogo l’Europa”, aggiunge Bonetti.

Anche il presidente del Consiglio Mario Draghi esprime, in una nota di Palazzo Chigi, “pieno sostegno alle misure di contrasto alla violenza di genere presentate oggi in vista della giornata mondiale del 25 novembre. La tutela delle donne è una priorità assoluta per il governo, che intende affrontare l’odioso problema della violenza di genere in tutti i suoi aspetti, dalla prevenzione al sostegno alle vittime. Il governo stanzia nuove risorse per aiutare le donne che subiscono abusi domestici, per accompagnarle nel percorso di uscita dalla violenza, per favorirne l’indipendenza economica. Gli interventi rafforzano il sistema di assistenza alle donne e ai minori vittime di abusi, a difesa dei loro diritti e della nostra società”.

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