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Gli oli esausti dei ristoranti con Hera diventano biocarburanti per la raccolta dei rifiut

Hera lancia un nuovo progetto che potrebbe evitare l’emissione di 10.000 tonnellate di anidride carbonica all’anno
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BOLOGNA – Gli oli vegetali esausti, quelli che restano nelle cucine dei ristoranti, verranno ‘salvati’ e recuperati attraverso la trasformazione in biocarburante, grazie a un accordo con Eni: alimenteranno gli stessi mezzi che si occupano della raccolta dei rifiuti, chiudendo il cerchio dell’economia circolare. È l’essenza dell’accordo firmato oggi da Confartigianato Emilia-Romagna e gruppo Hera, valido per tutta la regione compresi i territori non serviti dalla multiutility. Considerando che sono associate a Confartigianato Emilia-Romagna 1.000 imprese nel settore coinvolto, col nuovo progetto si potrebbe evitare quindi l’emissione di 10.000 tonnellate di anidride carbonica all’anno. Unica nel suo genere, finora, l’intesa Hera-artigiani potrà essere allargata ad altri ambiti ed attori, incrementando il contributo alla riduzione di emissioni in linea agli obiettivi anti-climate change fissati dall’Ue.

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POSSONO ADERIRE ANCHE HOTEL E INDUSTRIE ALIMENTARI

Confartigianato e Hera lanciano in particolare una filiera, totalmente certificata, che genera dunque emissioni di gas serra 10 volte inferiori rispetto alla produzione di gasolio da fonti fossili. Il protocollo siglato oggi a Bologna, per iniziativa del vicepresidente vicario di Confartigianato Emilia-Romagna Gilberto Luppi e di Stefano Amaducci, responsabile Economia circolare e tavoli tecnici di Hera, sarà valido per tutto il 2022 e rinnovabile di anno in anno. In concreto, tutte le attività targate Confartigianato che producono oli vegetali esausti come risultato dei propri servizi, quindi ristoranti, alberghi con ristorazione, industrie alimentari potranno aderire al progetto. Hera fornirà contenitori dedicati delle dimensioni idonee alle loro necessità e agli spazi a disposizione, da utilizzare per la raccolta degli oli prodotti nelle cucine.

Gli oli vegetali esausti così recuperati verranno poi inviati, dopo una fase di lavorazione, alla bioraffineria Eni a Porto Marghera: qui saranno convertiti nel biocarburante Hvo, uno dei componenti per la produzione del gasolio Eni Diesel+, nell’ambito dell’accordo quadro di economia circolare siglato da Hera con Eni. Gli oli diventano in questo modo una materia prima seconda che permette, almeno in parte, di evitare il ricorso al carburante di origine fossile.

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OBIETTIVO 1500 TONNELLATE PER IL 2021

“Questo accordo- commenta Franco Fogacci, direttore centrale Servizi ambientali e Flotte di Hera- si colloca nel percorso che il gruppo Hera sta portando avanti da tempo per rendere sempre più capillare e diffusa questa raccolta, tra le famiglie e le attività. La transizione verso un’economia circolare è una sfida fatta di tante azioni intraprese con continuità. L’obiettivo per il 2021– fissa Fogacci- è di arrivare ad una raccolta complessiva di 1.500 tonnellate, il 40% in più rispetto all’anno scorso. Già ora il biocarburante prodotto utilizzando l’olio vegetale esausto, proveniente dalla raccolta differenziata, è la fonte di alimentazione di una quarantina dei nostri mezzi adibiti alla raccolta dei rifiuti”.

“RISPONDIAMO AL ‘BLA BLA’ DI GRETA CON AZIONI CONCRETE”

Condivide Luppi: “Come associati abbiamo in Emilia-Romagna oltre 1.000 aziende interessate a poter riciclare gli oli vegetali e l’iniziativa di Hera è davvero straordinaria, perché diffonderà nel concreto la cultura del riciclo a favore della sostenibilità. Greta Thunberg dice ‘bla-bla-bla’, noi- puntualizza il dirigente di Confartigianato- rispondiamo con azioni concrete come questa: partiamo dal piccolo, in un contesto dove ciascuno fa il suo pezzo, per raggiungere risultati importanti in termini di emissioni. È un grosso passo avanti, nelle direzione giusta: quella di un’economia circolare vera”. Rimarca Luppi: “Gli oli vengono recuperati, lavorati e trasformati in biodiesel, alimentando proprio i veicoli che si occupano della raccolta dei rifiuti, con un beneficio significativo a livello di riduzione di emissioni nelle nostre città. Con Hera vogliamo portare avanti questa partnership, anche su altri progetti: il mondo sta cambiando e possiamo dire che questo è una sorta di ‘anno zero’, se ciascuno non fa la sua parte ne pagheremo tutti le conseguenze”.

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PARTIRE DA PROGETTI PICCOLI PER SALVARE IL PIANETA

Sprona anche Amaducci: “Partendo da piccoli passi possiamo ottenere grandi vittorie, ad esempio salvare il pianeta. Per questo dobbiamo partecipare a questo tipo di progetti circolari: coinvolgendo anche solo 1.000-1.200 aziende, che in realtà sono tante, avremo una riduzione di emissioni di CO2 di 10.000 tonnellate all’anno. Ma non solo: produrremo anche una riduzione di polveri sottili, che oggi sono molto pericolose per la vita di tutti noi nelle città”. Evidenzia ancora il responsabile Hera per l’economia circolare: “Dobbiamo catturare più olio possibile per indirizzarlo nel posto giusto. Questo è il primo accordo nel suo genere, a largo raggio su tutta l’Emilia-Romagna, grazie alla partnership con il gruppo Eni, per poter conferire il biocarburante nella bioraffineria di Porto Marghera. Abbiamo l’ambizione di fidelizzare in questo ambito anche altre aziende e associazioni, per continuare in questo percorso. Poter produrre questo biocarburante per usarlo nella raccolta dei rifiuti, riducendo consumi ed emissioni, è fondamentale: è la chiusura del cerchio, e se riuscissimo a farlo con tutti i rifiuti saremmo molto avanti nel percorso della sostenibilità”.

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