Anzaldi: “Censura Rai a Morra concordata con i vertici M5s? Si faccia chiarezza”

Il segretario della commissione di Vigilanza Rai commenta l'esclusione del presidente della Commissione parlamentare antimafia dal programma 'Titolo Quinto'
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ROMA – “La situazione della Rai è ormai totalmente fuori controllo, lo conferma il vulnus senza precedenti nella storia del servizio pubblico causato dalla censura ad un’alta autorità istituzionale come il presidente della commissione bicamerale Antimafia. Alla luce delle dichiarazioni dei consiglieri Laganà e Borioni, che dicono di essere completamente all’oscuro di come si sono svolti i fatti, invito i membri del Consiglio di amministrazione a chiedere con urgenza un incontro con l’azionista di riferimento (il ministero dell’Economia), il presidente della commissione di Vigilanza e i presidenti di Camera e Senato. Rischiamo non soltanto il default economico, come ha detto Gualtieri in commissione, ma anche quello editoriale e informativo”. Lo scrive su facebook il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai. Venerdì sera  il presidente della Commissione parlamentare antimafia  avrebbe dovuto prendere parte al programma ‘Titolo Quinto’, su Rai 3 ma la partecipazione è stata annullata a seguito delle sue dichiarazioni su Jole Santelli e la Calabria definita una regione irrecuperabile.

“Intanto sarebbe opportuno- prosegue Anzaldi- che arrivassero chiarimenti su quanto scrive un quotidiano certamente non ostile ai 5 stelle, il Fatto quotidiano, secondo cui la censura a Morra sarebbe stata concordata dall’amministratore delegato Salini e dal direttore di Rai3 Di Mare con i vertici del Movimento 5 stelle. E’ vero? Se rispondesse al vero che i vertici Rai hanno deciso di annullare l’intervista dopo averne parlato con alcuni ‘big pentastellati’, il quadro della situazione sarebbe ancora più grave, e ancora più urgenti sarebbero le dimissioni di Salini e la nomina dei nuovi amministratori. D’altronde la dichiarazione rilasciata solo a tarda sera da Crimi, tesa più a giustificare la Rai che a stigmatizzarne la deriva censoria e le scelte di carattere eminentemente politico e non giornalistico, alimenta più di un sospetto. La totale inadeguatezza di questi vertici Rai è sotto gli occhi di tutti, a pagare però sono gli italiani con quasi 2 miliardi di euro di canone all’anno”.

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22 Novembre 2020
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