Referendum. Il Complottismo: anche il papilloma virus è per il Sì

La consultazione del 4 dicembre scatena la nevrosi
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ROMA – Ormai e’ ‘referendosi’, sul web la consultazione del 4 dicembre scatena la nevrosi. E anche il vaccino sul papilloma virus finisce in polemica. Ad accenderla Donatobuc, utente milanese di twitter, che si rivolge in questi termini al direttore di Repubblica Mario Calabresi: “Gentile direttore ha visto questa cosa pubblicata oggi da voi? Non la trova scorretta e orrenda?”. Il riferimento e’ a un titolo dell’inserto salute del giornale. Che recita: “Papilloma virus. Ragazzi contro il cancro basta un si'”. Si tratta di un servizio in cui si raccomanda fortemente la vaccinazione contro il papilloma virus, cosi’ come da linee guida del ministero della Salute e del Piano Europeo per le vaccinazioni 2015-2016. Ma il riferimento all’espressione diventata lo slogan del comitato per il si’ al referendum alimenta la tesi del complotto giornalistico.

Secondo Donatobuc non e’ affatto un caso che Repubblica abbia scelto di usare quelle parole. E a chi gli chiede se fino “al 4 dicembre non potremo piu’ usare ‘basta un si/no’ per niente”, risponde: “Esistono libri di sinonimi, si potrebbero usare molte espressioni alternative a ‘basta+un+si”. L’utente che si firma Trofeo Dossena si chiede se “fino al 4 dicembre non si puo’ piu’ scrivere ‘Si” e ‘No’ senza far partire seghe mentali da sagra dell’orrore”. Ma Donatobuc, che sulla foto del profilo ha un asino, non pare convinto: “Quindi secondo lei il titolista non sa che tra due settimane si vota SI o NO?” Donatobuc non e’ solo. Il profilo twitter dal nome evocativo ‘La Procura Indaga’ parla di uno “sciacallaggio del governo riportato fedelmente dai suoi organi di stampa, sciacalli e servi”. Claudio Santoro lo invita a stare al merito, che stavolta non e’ il bicameralismo paritario, ma il papilloma virus. “E’ l’inserto salute, si parla di si’ al vaccino. Curatevi e vaccinatevi gia’ che ci siete”, e’ il suo consiglio.

Poco ascoltato, a dire il vero. Francesco Bea, infermiere e attivista del Movimento Cinque Stelle, si affida alle maledizioni sciamaniche. “Io spero che il cancro vi venga davvero. Poi vediamo se serve un si’ o gente come noi per guarire”. Interviene il direttore di Repubblica, Mario Calabresi: “Ma siete impazziti? Estrapolate un pezzo dall’inserto salute per farne polemica politica? Si parla dei genitori che dicono no ai vaccini. Ma pensate davvero che un titolo dell’inserto salute possa influire sul referendum? Parlate sul serio?”, chiede per placare gli animi. Ma non ottiene il risultato sperato: “Gia’. E se qualcuno nota la maliziosa coincidenza” del titolo del servizio “con il motto referendario di Renzi gli puoi dare del paranoico…”, dice Donatobuc a Calabresi. Daniela Mazza stigmatizza: “Calabresi cade dalle nuvole. Continuate a prenderci per idioti, mi raccomando”, dice. Mentre Alessandro Greco torna alle origini e si affida al primigenio slogan grillino, il vaffa.

di Alfonso Raimo, giornalista professionista

 

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