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Mezzogiorno: “Il body shaming può distruggere la vita delle persone”

L'attrice debutta alla Festa del Cinema di Roma con il corto 'Unfitting'

Pubblicato:22-10-2023 20:06
Ultimo aggiornamento:23-10-2023 19:47
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giovanna mezzogiorno_unfitting
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ROMA – Le parole hanno un peso. E lo sa bene Giovanna Mezzogiorno che, negli ultimi anni, è stata vittima di rifiuti sul lavoro, commenti sgradevoli e risatine alle spalle nel mondo del cinema e sui social a causa dell’aumento di peso durante la gravidanza. Una vicenda che ha ispirato, con ironia, ‘Unfitting’: il documentario dell’attrice con cui debutta alla regia e che oggi ha presentato alla Festa del Cinema di Roma.

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“Oggi si parla tanto di ‘body shaming’ ma non viene mai realmente percepita la gravità di questo atto discriminatorio. Questi attacchi possono indurre a gesti gravi in determinate fasi della vita, come quella adolescenziale, ma fa male a qualsiasi età”, ha sottolineato Mezzogiorno. Durante la gravidanza dei suoi gemelli “ho preso 20 kg. Ma in passato sono stata grassa anche per pigrizia. Detto ciò, non importa perché questo non deve diventare un’arma per gli altri per offendere, denigrare e diffondere leggende, come sul fatto che fossi malata. Sono parole che possono rovinare la vita di una persona”, ha detto l’attrice e regista. “Ho fatto questo corto per ricordare che il body shaming può distruggere la vita delle persone”.


Nel cast Ambra Angiolini, Marco Bonini, Massimiliano Caiazzo e l’agente Moira Mazzantini, nei panni di se stessa. “Capisco Giovanna. Io porto una taglia 42 che sembra un insulto a tutto, alla moda e ai costumisti”, ha commentato Crescentini. “La mia difesa è l’autoironia. Ma è qualcosa che ha stufato. Ci sono tante colleghe che per non fare il famoso ‘fitting’ (ovvero la prova costume, ndr) per un red carpet si rivolgono al vintage per non vivere quell’umiliazione, perché di questo si tratta”. Per Caiazzo “capita anche agli uomini di essere vittime di un certo tipo di giudizio: il mio approccio al film è partito da questo. Il mondo dell’intrattenimento si nutre tanto del chiacchiericcio, che talvolta fa passare in secondo piano il talento. Il cinema, l’arte, non possono cambiare le cose ma scuotere le persone sì, e allora che vengano scosse”. Il corto – accompagnato dal brano ‘Il paradiso dei bugiardi’ di Tiziano Ferro – è stato ideato dalla direttrice di Grazia, Silvia Grilli, e prodotto da One More Pictures in collaborazione con il magazine e Bulgari. 

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