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Transizione green e trasporti pubblici da ripensare in un’ottica di genere: il dibattito al Women20

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Tra il 62 e il 90% di donne che usa i mezzi pubblici è stata oggetto di molestie o non si sente al sicuro
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ROMA – Le donne sono le principali utenti dei trasporti pubblici, ma i trasporti pubblici non sono progettati per loro. Fermate, percorsi e mezzi non rispecchiano i loro bisogni. E una percentuale tra il 62 e il 90% di donne che usa il trasporto pubblico è stata oggetto di molestie o non si sente al sicuro. Per questo c’è bisogno di ripensare e progettare le infrastrutture urbane, in un’ottica di genere per una transizione ecologica più equa e inclusiva. Se ne è parlato in un incontro online organizzato dal Women20.

“Troppe poche donne sono chiamate a decidere. Dobbiamo dire la nostra. vogliamo essere parte del processo, della pianificazione delle infrastrutture- ha detto in apertura Elvira Marasco, Head of delegation W20 Italy– Ci vogliamo essere per contribuire a ridisegnare le città del futuro”. Martina Rogato, Sherpa di W20 Italy, ha spiegato come conciliare la transizione energetica con i diritti umani. “Va bene la transizione green, ma la sostenibilità non deve lasciare indietro nessuno. Perché sia veramente una ripartenza economica ed etica- ha detto- Le città hanno un ruolo nello sviluppo sostenibile e nella parità di genere. Dobbiamo riadattare le nostre città a misura di donna”. Di donne, trasporto pubblico, e transizione green ha parlato anche Teresa Bellanova, viceministra delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, che ha auspicato la creazione di un tavolo di discussione che affronti il tema degli investimenti sui trasporti previsti dal Pnrr con una prospettiva di genere.

“In gioco c’è il rilancio del Paese, ma soprattutto la nostra capacità di costruire processi partecipati, a partire dalla centralità delle donne. Anche la più intelligente delle città potrebbe non essere a misura di donna se non si è capaci di guardare con uno sguardo di genere- ha spiegato- questo significa non ricreare gli stereotipi della disuguaglianza; significa mettere al centro la vita delle donne. Bisogna includere una prospettiva di genere in tutti i processi di urbanizzazione”. 

Più illuminazione sulle strade, quindi, e più sicurezza all’interno dei mezzi di trasporto. “È tempo di un passo avanti: trasporto e mobilità pubblica devono essere ripensati. Nei tre miliardi del Pnrr dedicati al trasporto pubblico locale manca il tema delle donne, che sono le utenti principali a utilizzarlo- ha aggiunto Bellanova- Serve coraggio per impostare nuovi modelli che abbiano al centro lo sguardo delle donne”.

Della stessa idea anche Sonia Sandei, Head of electrification Enel italia, secondo la quale “questo è un momento storico in cui abbiamo a disposizione fondi per il rinnovo del trasporto pubblico, e dobbiamo fare in modo che sia più inclusivo”. Sandei ha parlato delle linee del trasporto pubblico realizzate in America Latina secondo un modello olistico, che pianifica sulla base del target e dà la possiblità di avere una serie di servizi mentre si è in attesa del bus. “Dobbiamo mettere insieme un sistema che guardi alla digitalizzazione, all’ambiente, al comfort.

Considerando un sistema integrato anche con bike sharing e trasporto ferroviario”. Cristian Resebo, head of traffic coordination di Malmo, ha descritto le buone prassi attuate in Svezia: zone sicure, piste ciclabili, strade pedonali vicino le scuole e un sistema di trasporto pensato “garantire una piena parità, tenendo conto delle esigenze di uomini e donne”. Tanu Priya Uteng, ricercatrice all’Institute of transport economics, si è concentrata invece sulla sicurezza dei mezzi pubblici. “L’accessibilità è un tema fondamentale- ha spiegato- Dobbiamo creare un sistema stratificato che tenga conto delle diverse esigenze di cittadini e cittadine”, come pedane per salire sui mezzi e sistemi di vigilanza all’interno di bus o treni.

Maurizio Morgantini, vicepresidente e co-founder di IIsbe Italia e Diotima society ha posto l’accento anche sulla presenza delle donne nei posti di comando: “non bisogna solo capire i differenti bisogni di uomini e donne ma anche coniugare tutto questo con la coprogettazione- ha detto- dobbiamo progettare insieme il nuovo mondo. Quindi basta parlare di resilienza: resiliente è qualcosa che prende la forma precedente. Dovremmo più che altro parlare di metamorfosi, di un vero cambiamento”.

A conclusione dei lavori è intervenuta Linda Laura Sabbadini, Chair di W20 Italy. “Quando parliamo di trasporto pubblico abbiamo a che fare con un bene per l’intera comunità, che deve essere fruito da tutti senza barriere e di qualità- ha commentato- Per fare le grandi rivoluzioni e andare oltre abbiamo bisogno che la creatività delle donne vada al potere e si traduca poi in una sorellanza vera, e non nell’acquisizione di modelli maschili perdenti su questo fronte”.

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