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M5S, Conte nomina i cinque vicepresidenti e attacca Calenda e Renzi

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Paola Taverna (che avrà il ruolo di vicaria), Riccardo Ricciardi, Mario Turco, Alessandra Todde e Michele Gubitosa faranno parte della squadra del presidente pentastellato
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ROMA – La vicepresidente del Senato Paola Taverna, il vice capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi, il sottosegretario alla Programmazione economica e agli Investimenti Mario Turco, la viceministra allo Sviluppo economico Alessandra Todde e il deputato Michele Gubitosa. Sono questi i cinque vicepresidenti del Movimento 5 Stelle, designati dal leader Giuseppe Conte. “Passione, competenza, conoscenza del mondo del lavoro, delle imprese e dei territori: il M5S riparte, insieme siamo più forti”, ha commentato su Facebook l’ex premier per presentare la sua nuova squadra. Taverna, pentastellata della prima ora, assumerà il ruolo di vicepresidente vicaria.

L’ANALISI DEL VOTO DELLE AMMINISTRATIVE

Parlando ai gruppi parlamentari dei 5 Stelle, il presidente Conte ha commentato i risultati poco lusinghieri ottenuti alle ultime elezioni amministrative. “I cittadini non ci hanno rinnovato la fiducia come in passato. In molte città il Movimento 5 Stelle, purtroppo, è stato uno spettatore. Non possiamo assolverci, dobbiamo incassare la lezione e decidere ora cosa vogliamo e cosa non vogliamo essere, andare avanti più spediti e determinati che mai. Di tutto abbiamo bisogno tranne che di una caccia ai singoli a cui addossare il marchio dei colpevoli”.

GLI ATTACCHI A CALENDA E RENZI

Conte rivendica comunque la rilevanza del M5S e attacca chi invita il Pd a prendere le distanze dal Movimento. A cominciare da Carlo Calenda: “Leggo spesso che il leader di Azione non ci vuole come alleati. Forse ripete questo mantra per convincere se stesso che sia giusto così ma noi lo solleviamo da questi dilemmi: non ti sforzare, forse non ti sei accorto che nessuno di noi si è mai dichiarato disponibile ad averti come alleato“, punge Conte. Che ne ha anche per Matteo Renzi: “Saltellando da un omaggio al rinascimento arabo a una comparsata in tv, sragiona sui nostri risultati elettorali senza neppure rendersi conto che non ha avuto il coraggio di presentarsi col suo simbolo, accontentandosi di un punto sopra lo zero, come i sondaggi stabilmente gli accreditano”.

L’APERTURA AL PD

Siamo disponibili a continuare il confronto col Pd“. Su questa frase dell’ex premier, collegato con i gruppi parlamentari in diretta streaming, il segnale si è interrotto. Problema presto risolto e occasione per Conte di esplicitare qual è il percorso che attende il M5S sotto la sua guida: “I nostri ideali sono più forti che mai. Noi siamo il Movimento, non abbiamo bisogno di scimmiottare i modi della vecchia politica. Voi da tanti anni l’avete combattuta. Questa battaglia per rimuovere le vecchie incrostazioni della politica ormai distanti dal popolo deve continuare più forte di prima”.

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