Lombardia, lo scontro sulla didattica a distanza continua: i sindaci e Fontana si aggiornano a domani

Compatti sul no i 12 primi cittadini, anche quelli del centrodestra. Pausa di riflessione per il governatore | Di Nicolò Rubeis
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MILANO – Torna in discussione l’ordinanza della Lombardia sulla didattica a distanza. Si è concluso con un aggiornamento a domani il vertice tra i sindaci dei dodici capoluoghi di provincia della Regione e il governatore Attilio Fontana.

Con il provvedimento emanato ieri, si era predisposta la Dad totale per le scuole superiori, una scelta che non era andata giù ai primi cittadini, che accusavano il presidente di aver cambiato l’ordinanza. La bozza che avevamo ricevuto- sono partiti all’offensiva in mattinata i sindaci, tra cui Giorgio Gori e Beppe Sala- parlava di alternare lezioni in presenza a quelle a distanza, dunque qualcosa di ben diverso dall’addio alle aule.

Durante l’incontro, apprende la ‘Dire’, la Regione ha parlato di un ‘malinteso’, assicurando che quanto deliberato corrispondeva a ciò che era stato concordato con i sindaci. I quali hanno invece espresso tutti -su dodici capoluoghi 4 sono amministrati dal centrodestra e 8 dal centrosinistra (ndr)- la propria contrarietà rispetto alla scelta di ieri, chiedendo un dietrofront.

I sindaci ne fanno un tema di tenuta complessiva sociale di un tessuto che durante il lockdown si è comunque fatto carico di molte responsabilità. La Regione invece ne fa una questione sanitaria. Dopo una fase di ‘ascolto reciproco’, in cui comunque non sono mancati momenti più concitati, Fontana ha preso tempo, annunciando un altro incontro nella serata di oggi o nella mattinata di domani.

I sindaci si sono fatti carico anche delle posizioni di presidi e insegnanti, tutti contrari alla scelta di andare avanti con la didattica a distanza piena, vanificando di fatto gli sforzi fatti negli ultimi mesi. Una soluzione questa, che metterebbe in difficoltà soprattutto gli istituti tecnici, dove apprendere da casa risulterebbe ancora più complicato. La Regione dunque rifletterà. Domani nuovo round coi sindaci per tirare le somme della situazione.

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22 Ottobre 2020
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