Whirlpool, azienda conferma stop a Napoli dal 31 ottobre. Fiom: “Sarà scontro aperto”

Tutti gli stabilimenti del gruppo sono fermi oggi per uno sciopero di 8 ore in concomitanza del tavolo in corso con il Mise e l'azienda
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ROMA – “Dopo 18 mesi la situazione non è cambiata. Il 31 ottobre la produzione su Napoli cesserà“. Così Luigi La Morgia, ad di Whirlpool conferma durante la riunione al Mise la decisione della multinazionale di dismettere il sito di Napoli.

MISE AD AZIENDA: “DA GOVERNO STRUMENTI UNICI E 100 MLN”

“Il Governo ha messo in campo strumenti unici, arrivando ad offrire un pacchetto da oltre 100 milioni alla multinazionale tra taglio del costo del lavoro, fondo perduto, fondo per le crisi d’impresa, fascalità di vantaggio e prestiti garantiti“. È la posizione del Ministero dello sviluppo al tavolo su Whirlpool, espressa dalla sottosegretaria Todde e dal ministro Patuanelli, rispondendo a La Morgia. 

FIOM: “SARÀ SCONTRO SOCIALE, CONTE CONVOCHI INCONTRO”

“Di fronte alla conferma della chiusura dello stabilimento di Napoli risponderemo con lo scontro sociale.
L’azienda ha costruito le condizioni per chiudere Napoli dentro una visione complessiva di depotenziamento della presenza di Whirlpool in Italia che si scaricherà su tutti gli stabilimenti del gruppo. È evidente l’ostilità della multinazionale nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori e del nostro Paese”.
Lo dichiara Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil nel corso del tavolo al Mise, che continua: “La dichiarazione dell’azienda di oggi è una dichiarazione di guerra, ancora piuù grave nel momento in cui l’Italia vive una crisi pandemica senza precedenti. Le lavoratrici e i lavoratori chiedono risposte concrete al Governo. Chiediamo un intervento del Presidente del Consiglio Conte per la convocazione urgente di un incontro. La vertenza Whirlpool è emblematica dell’autorevolezza del nostro Paese. Tutti gli stabilimenti del gruppo Whirlpool- conclude- sono fermi oggi per uno sciopero di 8 ore in concomitanza del tavolo in corso con il Mise e l’azienda. La mobilitazione proseguirà già a partire dalle prossime ore”.

AL TAVOLO ARRIVA ANCHE LA LEADER FIOM RE DAVID

Al tavolo sul futuro della Whirlpool, convocato in videoconferenza dal Mise, è arrivata la segretaria generale della Fiom Francesca Re David. Intanto negli stabilimenti in tutto il territorio si stanno svolgendo scioperi e presidi. L’azienda ha confermato di voler interrompere la produzione a Napoli a fine mese.

RE DAVID: “CHIUSURA NAPOLI GRAVISSIMA, CONTE CONVOCHI TAVOLO”

“La conferma della chiusura del sito di Napoli è un fatto gravissimo. Chiediamo la convocazione urgente di un tavolo a Palazzo Chigi per portare la vertenza all’attenzione del Premier Giuseppe Conte. L’azienda ha svelato la sua totale inaffidabilità e sembra profilarsi un depotenziamento della strategia industriale di Whirlpool in Italia. La vertenza Whirlpool è emblematica dell’autorevolezza del Governo italiano. Dopo le comunicazioni di oggi la fase di melina con l’azienda è finita, non c’è più tempo per Napoli”. Lo dichiarano Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Barbara Tibaldi segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore elettrodomestici. “Nell’ottobre del 2018 con un accordo firmato al Ministero dello Sviluppo economico, Whirlpool a fronte dell’utilizzo di ammortizzatori sociali e di sovvenzioni da parte delle istituzioni, promette investimenti per 250 milioni di euro su tutti gli stabilimenti italiani. Questi impegni- sottolinea la Fiom- sono stati completamente disattesi, considerato che a metà del 2019 Whirlpool annuncia la chiusura dell’impianto di Napoli. Oggi l’ad La Morgia ha ribadito la chiusura dello stabilimento di Napoli e ha dato spiegazioni assai confuse riguardo al risultato del secondo quadrimestre del gruppo che verrà illustrato oggi e che sembrerebbe essere positivo in contraddizione con la chiusura di Napoli. Tutto ciò è inaccettabile. Domani è previsto un presidio a piazza Plebiscito a Napoli e sono in programma ulteriori ore di sciopero negli altri siti del gruppo. Ora si apre chiaramente una fase di scontro sociale”, concludono le sindacaliste.

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22 Ottobre 2020
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