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Conte…nti tutti, il Governo durerà a forza di ultimatum

L'editoriale di Nico Perrone per Direoggi
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Alla fine è scoppiata la pace. Ci sono volute ore e ore di faccia a faccia, prima con quelli e poi con gli altri, e poi ancora con quelli sentiti prima per richiarirsi, alla fine il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha riconquistato l’unità. Ed è stato proprio il Capo politico del Movimento, Luigi Di Maio, a sottolineare la ritrovata condivisione. Certo ora c’è il passaggio parlamentare, ed ogni provvedimento in Aula può trovare qualche intoppo. Soprattutto tra i parlamentari del M5S c’è maretta, un malcontento sotto traccia che ogni tanto viene a galla.

Una folta pattuglia ce l’ha con Di Maio, per come ha gestito in passato e usa ancora oggi i suoi pieni poteri. A fatica è stato eletto il nuovo presidente dei Senatori, manca ancora il capogruppo dei Deputati. Lì c’è uno scontro che al momento non ha trovato soluzione, e stasera tutti i deputati si ritroveranno per uscire dallo stallo. In corsa ci sono Francesco Silvestri e Raffaele Trano: «Se Silvestri- spiega una fonte che segue la trattativa- riuscirà a coinvolgere Trano stasera passerà lui, altrimenti il capogruppo sarà un terzo». E qualcuno ha fatto il nome del l’ex sottosegretario Davide Crippa, non certo tenero con Di Maio.

Per quanto riguarda invece le schermaglie e le liti dentro la maggioranza di Governo, secondo alcune testimonianze sono dovute alla necessità di essere visibili, di marcare qualche misura come vittoria di questo o quello. Ma sono pochissimi quelli che temono elezioni anticipate: «Convengono solo a Salvini, per questo il Governo andrà avanti, si litigherà e ci saranno ultimatum… ma poi si andrà avanti comunque», sottolineano. Da parte sua il leader della Lega continua a martellare contro il Governo dell’inciucio. Fino alla fine farà campagna elettorale in Umbria, dove si vota domenica prossima. Salvini si aspetta una vittoria secca della Lega e un vero tracollo del M5S, che porterà alla sconfitta del candidato scelto insieme al Pd. In questo caso, è la speranza, aumenterà il malcontento di quanti contestano l’accordo con conseguente addio al Governo. Salvini ci spera e tira in ballo il Capo dello Stato: «In caso di crisi – ha detto- questa volta si voti». E gli altri si ritroveranno uniti per forza.

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