Iabw 2019, il forum Italia-Africa sbarca a Milano

Organizzatori: "C'è chi fa affari, non bisogna restare indietro"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print





ROMA – Sbarca per la prima volta a Milano l’Italia Africa business week (Iabw), in programma il 26 e 27 novembre 2019 al MiCo. “L’Africa è il presente non il futuro per le imprese italiane; se non si muovono oggi potrebbe non esserci più spazio per loro tra qualche anno. Qui Cina e Paesi europei già da tempo fanno affari” evidenzia Mehret Tewolde, direttrice generale di Iabw parlando oggi alla conferenza stampa di lancio del forum commerciale dalla sede milanese di Feem, Fondazione Eni Enrico Mattei, che patrocina Iabw, insieme a un folto gruppo di partner istituzionali e non, tra i quali il ministero per gli Affari esteri, l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, Ita, Promos, Ispi, Assolombarda, E4Impact, Link2007 e il Politecnico di Milano.

“L’Italia è indietro e rischia di perdere occasioni in Africa: ne vede solo le criticità, senza guardare alle enormi potenzialità, colpa anche dei media italiani che la raccontano male. Speriamo che da Milano, capitale economica d’Italia, dove si terrà Iabw 2019 parta una visione diversa”, rileva Tewolde, ringraziando il ministero degli Esteri per il sostegno, ma precisando che il forum “non nasce per via istituzionale ma parte dal basso, dalle diaspore, ovvero dagli africani che vivono in Italia, e che oggi continuano a credere che l’Africa è un’opportunità per l’Italia, a vantaggio reciproco”.

Purtroppo, continua Tewolde, “in Italia non si dice che c’è un’Africa fatta da 54 nazioni, tanti mercati differenti, che crescono a livelli invidiabili rispetto ai tassi dei Paesi europei, e che offrono grandi possibilità alle aziende italiane. Senza contare che milioni di giovani africani, i consumatori del futuro, se non saranno clienti di imprese italiane, lo saranno di altre”.

Da un punto di vista commerciale, l’Italia è anche poco conosciuta in Africa, spiega Tewolde raccontando l’aneddoto di un imprenditore africano che stava andando a comprare macchinari in Turchia ma intercettato da membri della diaspora africana in Italia è stato poi “dirottato” ad acquistare nel nostro Paese, “dove la qualità è superiore”, ma “va fatta conoscere agli imprenditori africani”.

Come ai 35 imprenditori del Burkina Faso di rientro da un viaggio d’affari in Cina, anch’essi agganciati da un membro della diaspora italo-africana che ha iniziato a introdurli alle opportunità italiane. Un’occasione concreta per farlo sarà il forum Iabw, al quale parteciperanno centinaia di imprese, professionisti ed esperti italiani ed africani, che si confronteranno in settori quali infrastrutture, energie rinnovabili, agricoltura, agribusiness, nuove tecnologie, industria 4.0, biomedicale, tessile e moda, turismo, sicurezza e waste management.

“Il presidente russo Vladimir Putin ha invitato a Sochi nei prossimi giorni tutti i Paesi africani per il primo forum Russia-Africa, lo stesso hanno fatto anche Giappone e Stati europei”, osserva Cleophas Adrien Dioma, presidente di Iabw, secondo il quale anche “dal governo italiano deve esserci una spinta politica chiara in questa direzione”.

Alla critica che l’Africa, da un punto di vista di parametri economico-finanziari, è un continente instabile, a basso reddito e finanziariamente poco evoluto, Dioma risponde: “Chi va in Africa, come russi e cinesi, si pone un’unica domanda, che è poi quella che si pongono tutti gli imprenditori: ‘In questo Paese la mia impresa può funzionare?'”. E, continua, “in Africa c’è tanto business da fare e ci sono anche i ricchi: alcuni di loro in Nigeria ordinano il cibo da Londra e allora possono fare la stessa cosa rispetto a tutto ciò che è italiano”. Oggi come non mai, conclude Dioma, “gli imprenditori africani sono disposti a spendere”, basta pensare che chi viene a Iabw si paga da sè il viaggio e molti di loro raggiungeranno Milano per la terza edizione. Iabw è definito come “un evento che fa parte di una battaglia”, da Mario Molteni, professore di Economia aziendale all’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano e fondatore di E4Impact Foundation, una fondazione che fornisce formazione imprenditoriale alle università africane. Molteni sottolinea di riferirsi a “una battaglia culturale, per fare capire che al di là del Mediterraneo ci sono opportunità enormi”.

I PARTECIPANTI

Al forum, il primo del suo genere nel panorama italiano, parteciperanno ospiti istituzionali italiani e africani come la viceministra degli Esteri Emanuela Del Re, il commissario per il Commercio e l’Industria dell’Unione Africana Albert Muchanga, il ministro del Commercio e dell’artigianato del Burkina Faso Harouna Kabore, rappresentanti del settore privato come Albin Feliho, presidente della Confederazione nazionale delle Imprese del Benin, e Saida Neghza, presidente di Businessmed e di Cgea, Confederazione generale delle imprese algerine, oltre a rappresentanti delle ambasciate africane e del corpo diplomatico africano in Italia.





Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»