Facebook rischia una class action da 35 miliardi di dollari

L'azienda di Zuckerberg dovrà affrontare il processo per l'uso dei dati derivanti dal riconoscimento facciale
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ROMA – Continua il momento difficile per l’azienda fondata da Mark Zuckerberg. La corte del nono distretto di San Francisco ha deciso che Facebook dovrà affrontare il processo a meno di una decisione di sospensione della Corte Suprema. L’azienda di Menlo Park ha cominciato ad utilizzare la tecnologia del riconoscimento facciale nel 2011 chiedendo agli utenti di identificare le persone taggate nelle foto postate. Secondo i giudici questo software “invade gli affari privati e gli interessi concreti di un individuo”, quindi l’uso non preventivamente autorizzato e reso trasparente, si configura come un reato.

Il problema si aggrava considerando i numeri di questa storia. Se Facebook dovesse perdere il processo dovrebbe risarcire circa 7 milioni di utenti e le penali da pagare ammonterebbero tra 1000 e 5000 dollari per persona arrivando a un totale di 35 miliardi di dollari. A tutto questo il colosso statunitense ha per ora risposto con una dichiarazione ufficiale: “Facebook ha sempre chiarito agli utenti quale fosse l’uso della tecnologia del riconoscimento facciale dando loro il pieno controllo dei propri dati. Stiamo rivedendo e controllando le nostre opzioni e continueremo strenuamente nella nostra difesa”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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