Osteopetia, Laurenti (Ido): “E’ importante la storia del corpo” /VD

Ha osservato 360 bambini in 10 anni: "Sono membranosi o strutturali"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Ogni bambino è unico e irripetibile. Unico nel suo sentire e irripetibile nel manifestarsi. Per ogni bambino abbiamo bisogno di una valutazione approfondita e personalizzata che tenga conto della storia del suo corpo fino a quel momento. Spesso sono bambini che non parlano, sono troppo piccoli o hanno un problema e non possono esprimere il dolore e la sofferenza. In alcuni bambini è addirittura impossibile poter fare una diagnosi perché il malessere espresso è talmente elevato da fuorviare qualsiasi valutazione”. A dirlo è Alessandro Laurenti, osteopata dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), intervenendo oggi al XVII convegno nazionale sul progetto italiano per la terapia dei bambini autistici. “Il dolore è un’informazione elaborata e codificata dal nostro cervello- prosegue l’osteopata-, è un linguaggio del corpo, un’esperienza sensoriale e la sua risposta sul piano motorio sarà un adattamento. Un bambino che soffre dalla nascita comincia a crescere con un’esperienze sensoriale fuorviata.

L’autismo e’ appunto una risposta del corpo a una situazione disfunzionale, a un malessere, il cui trattamento dipendera’ dalle esigenze di ogni singolo minore”. In 10 anni di ricerca e terapia presso l’IdO “ho osservato 360 bambini con diagnosi di autismo o di spettro autistico- fa sapere Laurenti- e ho potuto constatare che esistono due grandi tipologie di bambini autistici, sulla base delle disfunzioni comportamentali che manifestano: quelli con difficoltà di tipo strutturale e quelli con difficolta’ di tipo membranoso. I primi sono bambini che presentano una plagiocefalia (ad esempio una scoliosi nel bambino neonato), un’alterazione della suzione, un’alterazione del respiro, una ipersensibilità cutanea, i disturbi della sfera gastrointestinale.


Probabilmente a causa di traumi da parto o malposizionamenti nell’utero nascono con delle difficoltà. Questi bambini appaiono lamentosi e inconsolabili, esprimono subito un dolore quasi mai interpretato- fa sapere l’osteopata- anche perché negli esami neonatali non viene data importanza alla forma del cranio in quanto si pensa che la plagiocefalia si risolva da sola. Non è così. I bambini strutturali presentano grandi difficoltà. Noi osteopati studiamo il cranio proprio perché è il contenitore del sistema nervoso centrale”.

I bambini membranosi non hanno nessun vincolo strutturale, “presentano un trauma emozionale perinatale, distacchi affettivi traumatici, cambiamenti improvvisi nei luoghi o nelle abitudini di vita, alterazioni della percezione sensoriale e un respiro che non ossigena il corpo. Sono bambini di tutt’altra categoria”. Il concetto chiave, secondo Laurenti, è che “una condizione di difficoltà nel percepire può rendere difficile al messaggio terapeutico di manifestarsi. L’Osteopatia si pone come una terapia che possa consentire al bambino di scorporare dal suo corpo tutte queste sintomatologie di tipo somatico e renderlo più disponibile ad affrontare un percorso terapeutico”. Un altro concetto della Osteopatia è quello di Salute: “L’Osteopatia non cura, ma si occupa della Salute.

È però un concetto diverso di Salute che parte dall’integrità del corpo, che ha tutte le potenzialità per esprimere la sua salute quando si trova in condizione di equilibrio. La salute si può esprimere quando nel corpo vi è una integrità anatomica”. Infine Laurenti rivolge un ringraziamento alla senatrice Pd, Maria Grazia De Biasi: “Do atto che in Italia si fa una grandissima ricerca in Osteopatia e che la gran parte delle ricerche internazionali vengono dagli italiani. La scientificità viene dallo stesso ideatore dell’osteopatia, Still, che parlò di un concetto di salute e di territorio all’interno del quale si può manifestare la salute. Questo territorio lo possiano generare quando l’infornmazione neurosensoriale è libera e quando il drenaggio venoso è libero. Questo è un enorme carattere di scientificità”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»