Perù. La Consulta conferma: la ‘primera dama’ va indagata

La nuova sentenza, pubblicata sul portale istituzionale del Tc, riporta alla procura l'inchiesta contro la presidente del Partido Nacionalista
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ROMA – Occorre continuare a indagare sulla ‘primera dama’ Nadine Heredia, sospettata di riciclaggio: cosi’ ha deciso il Tribunale Costituzionale del Peru’ (Tc) con sei voti a favore, lasciando priva di effetto una risoluzione di una corte penale a favore della sposa del presidente Ollanta Humala. La nuova sentenza, pubblicata sul portale istituzionale del Tc, riporta cosi’ alla procura l’inchiesta contro la presidente del Partido Nacionalista, il partito di governo. Stabilisce, inoltre, che si verifichi la “condotta funzionale” dei pm che seguirono già nel 2009 un’indagine analoga, sempre nei confronti di Heredia, per stabilire se siano incorsi in omissione di atti d’ufficio.

Nadine Heredia

Heredia e’ sotto inchiesta per riciclaggio per i finanziamenti ricevuti dal suo partito durante le campagne elettorali del 2006 e del 2011. Nell’inchiesta e’ coinvolto anche il fratello della ‘first lady’, Ilan Heredia, e l’imprenditore Martín Belaunde Lossio. Responsabile della campagna elettorale di Humala nel 2006, Belaunde Lossio aveva mantenuto i contatti con il candidato risultato allora perdente e sua moglie fino al voto del 2011 in cui l’ex militare era stato infine eletto. È stata inoltre ordinata una perizia calligrafica su quattro agende presumibilmente appartenenti a Heredia che conterrebbero informazioni sulle entrate del Partido Nacionalista. Heredia ha negato che le agende siano di sua proprieta’. Ha quindi ricordato di essere gia’ stata sottoposta, con esito favorevole, a un’inchiesta per riciclaggio nel 2009- quella contestata ora dal Tc- e sostenuto che la vicenda debba essere archiviata.

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