lunedì 12 Ottobre 2026

Scuola, Valditara e l’allarme sulla “fuga dei bianchi”: “Tetto agli stranieri per evitare classi ghetto”

Il ministro dell'Istruzione chiarisce al Corriere della Sera il nuovo decreto: la priorità è la conoscenza dell'italiano. Le norme varranno anche per i cittadini UE, ma dove le scuole vicine sono piene scatteranno deroghe e finanziamenti

ROMA – Il vero elemento centrale per l’applicazione del tetto agli studenti stranieri nelle classi sarà la conoscenza della lingua italiana. A chiarirlo è il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che in un’intervista al Corriere della Sera illustra i criteri del provvedimento in arrivo in Consiglio dei ministri, precisando che le restrizioni si applicheranno anche agli studenti con passaporto europeo qualora non conoscano adeguatamente la nostra lingua.

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L’ITALIANO COME CRITERIO GUIDA E L’ESTENSIONE AGLI STUDENTI UE

Il ministro spiega che la norma conterrà criteri oggettivi e non colpirà indistintamente tutti gli alunni con background migratorio. I limiti non scatteranno per gli studenti che hanno frequentato la scuola dell’infanzia in Italia o che hanno completato con successo alcuni anni di studio nel Paese, presupponendo un’acquisita competenza linguistica. Al contrario, le regole verranno applicate anche ai cittadini comunitari privi delle basi di italiano:

“La legge avrà come elemento centrale la conoscenza dell’italiano. Le norme si applicano anche agli studenti con passaporto europeo”, ha scandito Valditara.

Sul piano dei numeri, il titolare del Mim precisa che le classi con più del 20% di studenti stranieri neo-arrivati e non italofoni sono poco meno di mille (in prevalenza alle elementari). Le sezioni con oltre il 30% di alunni stranieri totali sono circa 34 mila, ma la restrizione inciderà solo su quel terzo di studenti che non domina la lingua.

LO STOP ALLA “FUGA DEI BIANCHI” E IL MECCANISMO DELLE DEROGHE

A differenza della circolare Gelmini del 2010, il provvedimento sarà una legge cogente. Gli Uffici scolastici territoriali avranno un ruolo attivo di coordinamento per smistare gli studenti in eccedenza verso scuole di prossimità vicine. Nei casi in cui i plessi limitrofi risultino saturi, scatterà la deroga: gli alunni rimarranno nella stessa scuola e l’istituto potrà attingere a finanziamenti straordinari per l’assunzione di docenti specializzati nel potenziamento dell’italiano.

“Il fenomeno del white flight, letteralmente la fuga dei bianchi, mi preoccupa molto: c’è a livello mondiale ma riguarda anche l’Italia. Se riduciamo a percentuali equilibrate la presenza di studenti che non parlano la nostra lingua, gli altri studenti potrebbero tornare. C’è il rischio di scivolare verso l’Alabama degli anni ’50, con le scuole ghetto”, ha affermato il ministro, commentando positivamente anche il recente monito del presidente Sergio Mattarella a favore di una scuola costituzionale e inclusiva. “È stato un bellissimo discorso. Con la consueta saggezza Mattarella si è espresso a favore di una scuola incentrata sul rispetto, in linea con i valori costituzionali, che sappia contrastare le classi ghetto”.

CORSI PER I GENITORI E DIVIETO DI BURQA IN CLASSE

L’intervento governativo punta anche al coinvolgimento delle famiglie straniere attraverso strumenti per rendere obbligatorio lo studio dell’italiano per i genitori degli alunni con gravi difficoltà di inserimento. “Se a casa parli arabo, dimentichi quello che hai fatto a scuola. È importante che i genitori conoscano la lingua e seguano i figli”, ha sottolineato Valditara.

Infine, il ministro ribadisce il divieto di burqa e niqab nelle aule, definendo la misura una questione inderogabile di civiltà e tutela delle donne contro la mentalità patriarcale. Per contrastare l’eventuale fenomeno delle studentesse ritirate da scuola dalle famiglie per evitare il divieto, Valditara richiama le sanzioni del Decreto Caivano, che prevede fino a due anni di carcere e la possibile revoca della responsabilità genitoriale per chi viola l’obbligo scolastico dei minori.

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