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NaturaSì: “Pagheremo i tamponi ai nostri dipendenti”. Burioni: “Con me hanno chiuso”

supermercato naturasì
L'azienda annuncia in una lettera di voler contribuire al costo dei tamponi nel rispetto della libertà dei propri dipendenti. Il virologo: "Lisciano il pelo ai no vax"
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ROMA – Dopo la decisione del Governo di estendere l’obbligo di green pass a tutti i lavoratori pubblici e privati, e mentre i sindacati continuano a spingere perché i tamponi siano gratuiti e non solo a prezzi calmierati come stabilito dall’esecutivo Draghi, c’è chi sceglie di fare da sé. L’azienda NaturaSì ha comunicato che provvederà a pagare i tamponi ai propri dipendenti, circa 1.650 in tutta Italia, che non sono vaccinati. Dal 15 ottobre infatti, per poter lavorare, bisognerà avere il Certificato verde e chi non è vaccinato dovrà presentare l’esito negativo di un test molecolare o antigenico, che avrà un costo di 15 euro fissato dal Governo.

LE RAGIONI DELL’AZIENDA

“Stiamo tutti vivendo una situazione difficile, per molti versi paradossale”. Inizia così la lettera scritta il 15 settembre dal presidente Fabio Brescianin ai dipendenti del gruppo veronese, nato nel 1992 e attivo nel settore dei prodotti biologici, con punti vendita in tutta Italia. “Non vogliamo prendere posizione in questa Babilonia di voci assordanti e contraddittorie, ove è molto difficile distinguere la verità dalla menzogna, la realtà dalla semplice opinione. Di una cosa siamo certi: la LIBERTÀ individuale – prosegue il presidente di NaturaSì -. Siamo in un’epoca in cui ogni persona ha la possibilità ed il dovere di decidere della propria vita e della propria responsabilità nei confronti di se stesso, della natura e della comunità umana”.

Poi l’annuncio: “Come azienda, quindi, abbiamo deciso, nel rispetto della libertà di ognuno e per evitare discriminazioni nell’ambito del lavoro, di permettere a tutti di svolgere regolarmente i propri compiti in azienda. Per chi quindi ha deciso, con coscienza e responsabilità, di non vaccinarsi, provvederemo a contribuire al costo dei tamponi richiesti dalla legge per esercitare il proprio compito lavorativo, a meno che lo Stato non provveda alla spesa come fa per i vaccini”.

Il presidente di NaturaSì spiega che “con questo reputiamo di fare cosa utile, in armonia con i principi e gli scopi della nostra azienda”. E chiede ai dipendenti dell’azienda “discrezione e rispetto per qualsiasi scelta“. Ma l’annuncio del gruppo, come in passato quella dell’amministratore delegato di Conad di voler mettere in aspettativa non retribuita i dipendenti non vaccinati, ha fatto molto discutere.

BURIONI: “CON ME HANNO CHIUSO”

Sulle pagine social dell’azienda non mancano i commenti a sostegno e contro la decisione, e anche il virologo Roberto Burioni si è inserito nella polemica scrivendo su Twitter: “Se una catena di supermercati liscia il pelo ai no vax deve mettere in conto di perdere i clienti che hanno fatto il proprio dovere di cittadini vaccinandosi. Con me NaturaSì ha chiuso“.

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