Frode fiscale da 5,6 milioni di euro, coinvolte venti aziende in tutta Italia

Sotto indagine il titolare di nazionalità cinese di una società di Messina, operante nel settore del commercio di articoli di abbigliamento, accessori e grandi magazzini
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

PALERMO – Frode fiscale da 5,6 milioni di euro scoperta dalla guardia di finanza di Messina. Coinvolte venti aziende dislocate in tutta Italia, che avrebbero permesso a una societa’ di Messina di evadere complessivamente quasi tre milioni di euro di Iva e imposta sul reddito. Eseguiti diverse perquisizioni e sequestri, dal valore complessivo di tre milioni, per ordine del gip del tribunale di Messina, su proposta della Procura. Sotto indagine il titolare di nazionalita’ cinese della societa’ di Messina, operante nel settore del commercio di articoli di abbigliamento, accessori e grandi magazzini. L’imprenditore avrebbe abbattuto il reddito dell’azienda attraverso la contabilizzazione di costi inesistenti, documentati “fittiziamente”, secondo le fiamme gialle, con fatture false emesse da 19 societa’ per la maggior parte riconducibili ad altre persone di nazionalita’ cinese. Secondo le fiamme gialle, che hanno denominato l’operazione ‘Cash-Fund’, le somme evase sarebbero state reinvestite in quote di un fondo comune di investimento presso una societa’ di gestione del risparmio milanese, inconsapevole della frode al fisco.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»