Conte: “Quota 100 sarà mantenuta, ma non è panacea. Carcere per gli evasori e mai più condoni”

Il premier Conte dialoga con Landini e anticipa alcune intenzioni del governo: "Serve una riforma organica del fisco, ma serve tempo"
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ROMA – “Quota cento è una misura temporanea, è stata introdotta perchè c’era una ferita, un vulnus, a una categoria di lavoratori che erano li’ sull’uscio pronti a godersi la pensione e invece gli è stato detto che dovevano avere ancora davanti degli anni di lavoro. Sarà riproposta e sarà mantenuta ma non è la panacea di tutti i problemi del sistema pensionistico“. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante il dialogo con Maurizio Landini al Teatro Apollo a Lecce nell’ambito delle ‘Giornate del Lavoro’ Cgil.

Sempre rimanendo in tema di pensioni, Conte spiega: “Intendiamo riproporre ‘Opzione donna’. E oggi il problema vero sono i giovani. Si rischia con il sistema contributivo di non creare le premesse” per andare in pensione, “bisogna pensare a loro, ai figli e ai nipoti, alle categorie più svantaggiate che rischiano veramente di non riuscire a maturare una adeguato trattamento pensionistico”, dice Conte durante il dialogo con Maurizio Landini.

“Ecco perchè -aggiunge il premier – ho parlato di incrementare il Fondo pubblico previdenziale integrativo e lavorare per creare un sistema pensionistico curando soprattutto la posizione di quella categoria di persone che sono in una posizione di debolezza contributiva”.

“REDDITO CITTADINANZA VA AVANTI MA NON SARÀ ASSISTENZIALISMO”

Il reddito di cittadinanza “è stato criticato perchè è stato presentato come una misura meramente assistenziale. Ora però dobbiamo continuare a lavorare perchè sul piano attuativo la forza di questo strumento è cercare di recuperare persone che sono emarginate dal mercato del lavoro”, dice il premier durante le ‘Giornate del Lavoro’ Cgil a Lecce. “Una misura meramente assistenziale- aggiunge- lascia il tempo che trova, noi dobbiamo riqualificare in lavoratori e trovare un lavoro a chi non ce l’ha”.

“CARCERE PER I GRANDI EVASORI”

La risposta dello Stato, dice Conte a Lecce, “vede essere rapida e chi sbaglia paga. Siamo favorevoli a pene anche detentive per i casi di grave e conclamata evasione”.

“I CONDONI NON POSSONO RIPETERSI”

“Le definizioni agevolate devono diventare una tantum, i condoni sono serviti ad avviare una riforma” del fisco “ma non possono diventare parte integrante della disciplina fiscale”, afferma Conte.

“FAREMO RIFORMA ORGANICA DEL FISCO MA CI SERVE TUTTA LA LEGISLATURA”

“Il nostro fisco ha bisogno di una riforma profonda perchè nel complesso lo giudico iniquo e inefficiente. Quello fatto fin qui ha bisogno ora di una riforma organica. Dobbiamo pervenire a una disciplina organica che crei una vera alleanza tra contribuente onesto e l’amministrazione finanziaria. Il fisco non deve essere percepito come un nemico da cui difendersi”, afferma Conte durante il dialogo con Maurizio Landini.

La riforma, continua il premier, non riguarderà solo la questione delle “aliquote” ma anche dei tempi della giustizia perchè “un imprenditore che ha una causa con la giustizia amministrativa– dice- non può aspettare 10 anni“. Poi aggiunge: “Nello stesso tempo dobbiamo alleggerire la pressione fiscale, non abbiamo molte risorse ma dobbiamo già da quest’anno liberare risorse e dare potere d’acquisto a favore dei lavoratori” con il “cuneo fiscale”.

Il premier conclude: “Già quest’anno dobbiamo fare un passaggio significativo su questo fronte ma è chiaro che per un progetto riformatore dovete darci un arco temporale più ampio: dovete darci almeno due o tre anni fino alla fine della legislatura per una risistemazione generale del fisco”.

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22 Settembre 2019
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