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Stragi, Franceschini respinge richieste familiari vittime e conferma nomina De Pasquale

dario franceschini
La risposta alle proteste per la nomina di De Pasquale a direttore dell'Archivio Centrale: "E' il più idoneo"
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ROMA – Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha risposto stamattina alla lettera che il presidente dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna, Genovesi, ha inviato a lui e al presidente del Consiglio, Mario Draghi, in merito alla recente nomina del direttore dell’Archivio di Stato.

“Ho letto con grande attenzione e rispetto le lettere e le dichiarazioni pubbliche sue e di esponenti delle associazioni delle vittime delle stragi sulla nomina del Direttore dell’Archivio Centrale dello Stato. Ho ben compreso la preoccupazione, perché da anni seguo e sostengo il vostro faticoso cammino alla ricerca della verità“.

“Tra i dirigenti del Ministero che hanno presentato domanda alla procedura di interpello- spiega- ho ritenuto il dottor De Pasquale il più idoneo in quanto, oltre a possedere i necessari titoli di archivista, ha, negli ultimi anni, diretto con molta efficacia la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma avviando iniziative di alto livello culturale come gli ‘Spazi ‘900’ per acquisire e valorizzare archivi o biblioteche di grandi autori come Pierpaolo Pasolini, Elsa Morante e, da ultimo, Italo Calvino, il cui bellissimo spazio dedicato in biblioteca, con ricostruzione dello studio, è stato appena inaugurato”.

“So bene che- continua Franceschini- diversi mesi fa, si aprì una polemica in occasione dell’acquisizione tramite donazione, nell’ambito della ordinaria attività di biblioteche e archivi, del fondo Rauti, già vincolato nel 2017 dalla soprintendenza archivistica. Posto che dovere delle istituzioni è accogliere tutto il materiale documentale utile, ora e nel futuro, alla ricostruzione della storia e al lavoro degli studiosi indipendentemente dai percorsi politici dei proprietari di quelle carte, in quella occasione apparve una nota nel sito del ministero che nel titolo definiva Rauti uno statista. La nota, di cui non era autore De Pasquale, fu ritirata nel giro di qualche ora e lo stesso scrisse subito una lettera, per spiegare e scusarsi, alle associazioni vittime delle stragi. Da parte mia, feci mandare al mio Capo di Gabinetto una nota con un richiamo severo agli uffici”.

Ora, sottolinea il ministro dei Beni culturali, “non credo che questo episodio, del novembre 2020, possa essere un elemento sufficiente per mettere in discussione una nomina fatta, come doveroso, esclusivamente in base al curriculum professionale, con una procedura già completata da giorni con la firma mia e del Ministro della Funzione Pubblica, su delega del Presidente del Consiglio. In ogni caso, vorrei garantire l’impegno massimo e continuo, mio e del governo, affinché tutte le procedure previste dalle direttive Prodi, Renzi e Draghi vengano attuate con celerità e totale trasparenza. Per questo vorrei dirvi che le preoccupazioni non hanno ragione di esistere. Lo dimostrano anche le parole di pochi giorni fa con cui il neo direttore ha dissipato ogni dubbio sul suo totale impegno sull’assicurare la fruizione dei documenti oggetto di declassificazione in base alle direttive. Parole importanti per fugare dubbi, ma forse nemmeno necessarie, perché i dirigenti devono sempre e comunque applicare le norme, e così sarà, anche grazie alla vostra civica vigilanza e alle sollecitazioni che ci rivolgete e di cui vi ringrazio”.

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