Zingaretti fissa i paletti, ma é lite nel Pd e con il M5s

Zingaretti: "I punti della trattativa decisi a unanimità in direzione"
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ROMA – L’esordio del governo giallorosso non e’ dei migliori. Nel giorno della reciproca ascesa al Colle, Pd e Cinque stelle si mettono alla prova. E come se non bastasse si apre un caso anche nel Pd. Il segretario dem Nicola Zingaretti chiarisce al Colle i contorni di quelli che definisce “principi non negoziabili”. Si tratta della “centralita’ del Parlamento”, il che significa fermare il ddl costituzionale sul taglio dei parlamentari e quello sul referendum propositivo. In secondo luogo della svolta nelle politiche migratorie, con la cancellazione dei decreti sicurezza. Infine la condivisione dell’impianto della manovra economica, da affrontare contestualmente alla formazione del governo. Zingaretti non si nasconde la difficolta’ del compito. Ammette che le condizioni di un governo insieme “allo stato sono tutte da verificare”. I Cinque stelle almeno su questo concordano.

Manlio Di Stefano, sottosegretario agli esteri, lo dice con toni bruschi ma sinceri: “Non accettiamo gli aut aut del Pd”, avverte. “Le regole le dettiamo noi. Se al Pd sta bene, amen. Altrimenti arrivederci e grazie”. La chiarezza del segretario Pd e’ sembrata eccessiva anche ai renziani, che arrivano a vedere nella strategia del Nazareno un pretesto per far saltare la trattativa. “In direzione c’e’ stato un voto unanime su un documento che diceva delle cose. Ora non e’ possibile cambiare i contenuti in corso d’opera. Cosi’ e’ una pagliacciata”.

ZINGARETTI: PUNTI TRATTATIVA DECISI A UNANIMITÀ IN DIREZIONE

“I punti alla base della possibile trattativa per un nuovo governo sono quelle decise all’unanimità dalla direzione di ieri e che abbiamo presentato oggi al presidente della Repubblica. Qualora ce ne fossero le condizioni e la disponibilità è giunto il tempo di aprire una fase di confronto e approfondimento”. Lo dichiara in una nota il segretario del Pd, Nicola Zingaretti.

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