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Ecuador, Ong: “Venezuelani bloccati alle frontiere rischiano violenze”

ROMA - in Ecuador, dove da questa settimana i venezuelani che entrano nel Paese sono obbligati a esibire il passaporto,
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ROMA – in Ecuador, dove da questa settimana i venezuelani che entrano nel Paese sono obbligati a esibire il passaporto, “Sovraffollamento, stress e mancanza di beni di prima necessità stanno causando tensioni tra le famiglie”.

L’allarme viene da Alexandra Moncada, direttrice per l’Ecuador dell’ong ‘Care International’, attiva in diversi Paesi dell’America latina, che sottolinea in una nota la gravità della situazione per centinaia di persone bloccate sul ponte di Rumichaca, alla frontiera con la Colombia. “In terribili condizioni di vita, donne a bambini rischiano seriamente di subire violenze e sfruttamento sessuale- aggiunge Moncada- e ci sono gravi carenze di accesso a prodotti igienici che i venezuelani non possono permettersi, come sapone, assorbenti e pannolini”.

Anche “cibo, riparo e assistenza legale sono tra i bisogni più importanti” spiega la responsabile dell’ong, che fa appello a donazioni per fornire assistenza umanitaria alle persone che, assicura, “ne hanno sempre più bisogno”.

“La mancanza di uno statuto regolare per i migranti produce come risultato che i venezuelani, soprattutto i giovani, provino a guadagnare seguendo canali ‘informali’- aggiunge Moncada- Questo accresce il rischio di sfruttamento e connessione con traffici illeciti e illegali ai confini”.

Secondo le stime dell’Onu, sono 2.3 milioni le persone che hanno laciato il Venezuela, principalmente per la Columbia, che ne ospita circa un milione. Questo mese, l’Ecuador ha dichiarato lo stato di emergenza nelle province di Carchi, Pichincha ed El Oro, dopo che il numero di venezuelani che attraversano il confine tra Colombia ed Ecuador è cresciuto a luglio da 2000 a circa 5.000 persone. L’Ecuador ospita attualmente oltre 500mila rifugiati venezuelani. La decisione di consentire l’accesso solo ai migranti muniti di passaporto è stata presa in questi giorni, anche dal governo del Perù, oltre che da quello ecuadoriano. Quest’ultimo ha deciso successivamente che i minori saranno esentati dall’obbligo.

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