venerdì 11 Settembre 2026

“Un ponte o una centrale per ogni colpo sparato dall’Iran contro una nave a Hormuz”

E' il nuovo tariffario di guerra di Trump, costretto ad alzare l'asticella delle minacce arrivato all'undicesimo giorno di attacchi. L'Iran: "La nostra dottrina è chiara, occhio per occhio"

ROMA – Trump ha fissato un (nuovo) tariffario di guerra. Un ponte o una centrale elettrica iraniana, distrutti, per ogni colpo sparato dall’Iran contro una nave nello Stretto di Hormuz. L’ennesima minaccia alza ulteriormente l’asticella della comunicazione, proprio mentre gli Houthi yemeniti, alleati di Teheran, promettono di aprire un secondo fronte marittimo con conseguenze potenzialmente ancora più gravi per l’approvvigionamento energetico globale.

“Da questo momento in poi, ogni volta che la Repubblica Islamica dell’Iran sparerà contro una nave nello 
Stretto di Hormuz , che sia con un missile, un razzo, un drone o qualsiasi altro dispositivo o arma, gli Stati Uniti bombarderanno e distruggeranno UN PONTE O UNA CENTRALE ELETTRICA, comprese quelle situate vicino o all’interno della capitale Teheran”, ha scritto il presidente degli Stati Uniti su Truth Social.

Poche ore dopo Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano, ha risposto sui social: “La nostra dottrina di difesa è chiara: occhio per occhio“.

“Qualsiasi aggressione contro l’Iran, comprese le nostre infrastrutture, provocherà una risposta forte e decisa”, ha affermato. “Coloro che contribuiscono a tale aggressione, a prescindere dal tipo di sostegno, saranno considerati a loro volta obiettivi legittimi”.

Sette petroliere hanno già cambiato rotta nel Mar Rosso per evitare lo stretto di Bab el-Mandeb, dopo che martedì gli Houthi hanno minacciato di bloccare le esportazioni di petrolio saudita. Un rischio che si somma al blocco quasi totale già imposto dall’Iran su Hormuz, e che ha spinto i prezzi del greggio ai massimi da quasi sei settimane.

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