BOLOGNA – “Non voglio dire che qualcuno abbia istigato alla violenza o abbia voluto la violenza, abbia organizzato la violenza. Però se usi certi toni…“. È il vicepremier Matteo Salvini a tornare sui fatti di lunedì, sul presidio convocato dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, dopo la morte di Abderrahim Fakir al Pilastro, sfociato in una guerriglia durata fino a notte inoltrata in pieno centro storico. “Stando alle stime, c’erano in quella piazza persone perbene. Poi per 10 ore un centinaio di poliziotti hanno fronteggiato 3.000 delinquenti con mesi di prognosi in ospedale, gente che esce dalla Questura in stampelle. Ripeto, questo non vuol dire che che tutti quelli che erano in piazza erano violenti, per fortuna”, premette il leader della Lega, che ha incontrato i giornalisti fuori dalla Questura del capoluogo emiliano dopo aver incontrato i vertici della Polizia locale e gli agenti che lunedì erano in piazza. “Questo non vuol dire che il sindaco di Bologna ha organizzato, auspicato, istigato alle violenze, per fortuna. Ma è altrettanto chiaro che se invochi una piazza senza avere gli elementi per capire cosa è successo, lasciando supporre che la Polizia di Stato possa essere corresponsabile di una morte di un innocente e se poi qualcuno sfascia la città, spero che qualcuno ci pensi due volte la prossima volta“, ammonisce il ministro delle Infrastrutture. “Se qualcuno in coscienza ritiene di aver sbagliato qualcosa, ci penserà la prossima volta”, insiste. “Pochi mesi fa ci sono stati altri episodi delittuosi a Bologna. Non mi ricordo piazze convocate dalla sera alla mattina per chiedere verità e giustizia“, annota Salvini.
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“CITTÀ DEVASTATA, CHI PAGA? OGGI TUTTI E NON È GIUSTO”
Il leader della Lega, Matteo Salvini, insiste sulla proposta di far pagare eventuali danni causati dalle manifestazioni di piazza a chi organizza tali eventi. “La Lega insisterà su questo: quando convochi una manifestazione di piazza di qualsiasi tipo ti impegni personalmente a garantire che quella sia una piazza pacifica. E in caso di danni ne paghi personalmente le conseguenze depositando una cauzione”, ribadisce il vicepremier, a Bologna per incontrare i vertici della Polizia e gli agenti in servizio lunedì scorso. “Io faccio politica da tanti anni, abbiamo fatto centinaia di manifestazioni di tutti i tipi, in tutta Italia, e non abbiamo mai sfasciato vetrine, incendiato auto, usato biciclette come come oggetti da lanciare contro contro i poliziotti. E quindi io ritengo giusto che chi convoca una manifestazione lasci una garanzia in modo che, se succede qualcosa, non siano tutti i cittadini a pagare i danni. Qua a Bologna ci sono stati centinaia di migliaia di euro di danni. Ad oggi chi paga? Tutti e non è giusto”, scandisce il ministro.
Rispetto all’ipotesi che il Comune non avesse dato comunicazione ufficiale sul presidio a Questura e Prefettura, Salvini smorza: “Lascio che siano Questura e Prefettura a stabilire tutto. Siamo in democrazia ed è giusto che ognuno manifesti come vuole e faccia gazebo, fiaccolate, manifestazioni, cortei. Quando però subentra la violenza, qualcuno deve pagare le conseguenze. Ripeto, se fosse già operativa la proposta di legge della Lega che prevede che chi convoca una manifestazione, chi prenota una piazza, deposita una fidejussione sul suo conto corrente che, in caso di danni, li va a risarcire, oggi non pagherebbero tutti i bolognesi, ma pagherebbe qualcun altro”, conclude.
“POLITICA SI DIVIDA SU TANTO, NON SU RISPETTO PER DIVISA”
“Io invito tutti a a portar rispetto, a ringraziare e onorare il sacrificio quotidiano di centinaia di migliaia di donne e uomini in divisa”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini, a Bologna per incontrare gli agenti in servizio durante gli scontri di piazza di lunedì scorso, seguiti al presidio convocato dal sindaco Matteo Lepore per la morte di Abderrahim Fakir durante un intervento di Pçolizia al Pilastro. “L’odio per le divise spero che sia fuori dal contesto politico, perché ogni tanto anche qualcuno in Parlamento, quando sente parlare di divisa e di forze dell’ordine, ha un moto di allergia. Spero che la politica si divida su tanto, a Bologna come ovunque, ma il rispetto per chi indossa una divisa e fa il suo lavoro è fondamentale, è sacro“, scandisce incontrando i giornalisti all’esterno della Questura del capoluogo emiliano.




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