giovedì 13 Agosto 2026

Scontri Bologna, il Sap avvia un’azione legale contro Lepore: “Risponda dei danni”

Incaricato un avvocato per "agire in tutte le sedi opportune"

BOLOGNA – Il Sap, Sindacato autonomo di Polizia, ha incaricato l’avvocato Valter Biscotti di “agire in tutte le sedi opportune affinché il sindaco risponda dei danni causati in seguito alla manifestazione da lui convocata” lunedì sera per chiedere verità e giustizia per Abderrahim Fakir, a cui sono seguiti lunghi scontri con le Forze dell’ordine. Ad annunciarlo è il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni, precisando che il sindacato, pertanto, “si schiererà al fianco degli oltre 60 poliziotti feriti e offrirà loro patrocinio gratuito perché possano avere le adeguate tutele in relazione al danno patito”. L’azione legale del Sap, che si somma agli esposti delle forze di centrodestra contro il sindaco, nasce dalla “decisione scellerata e irresponsabile del sindaco Lepore”: la manifestazione convocata lunedì “è stata un atto irresponsabile e sin da subito avevamo affermato che se ne sarebbe dovuto assumere le responsabilità” e “non solo per le devastazioni causate alla città, ma soprattutto per i numerosi feriti conseguenti ai disordini di piazza nel tentativo di gestire il servizio di ordine pubblico”.

Conclude Paoloni: “Non siamo carne da macello: il diritto alla salute durante il servizio e la sicurezza sul posto di lavoro, nonché il rispetto della dignità, sono valori imprescindibili anche per chi veste una divisa”. In parallelo, anche oggi, Fratelli d’Italia insiste sul piano dell’offensiva legale: “In piazza c’era chi inveiva contro la Polizia, definendoli ‘assassini’. Inoltre, avevano già dichiarato che sarebbero arrivati fino in prefettura. Questo fa di Lepore l’unico responsabile politico e colui che ha aizzato i centri sociali. Se chiunque altro avesse fatto così, verrebbe accusato di istigazione alla violenza, che è un reato molto grave. Questa è una delle basi del nostro esposto”, afferma l’europarlamentare meloniano Stefano Cavedagna. “Diciamocelo poi chiaramente, non è normale che ogni volta che il Pd invoca la piazza, come fu anche per la Palestina, finisca in guerriglia, poi loro dicono di non c’entrare niente”, aggiunge in una nota.

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